Milano, inietta sedativi e uccide lo zio della moglie in ospedale, arrestato

Giovedì 29 Ottobre 2020

Milano Fingeva di prendersi cura del parente, ma le sue intenzioni erano ben altre. È accusato di aver ucciso l'anziano zio della moglie in ospedale con una massiccia dose di medicinali. L'uomo era malato terminale sottoposto a ventilazione polmonare meccanica e in trattamento con dei sedativi somministratigli con un macchinario. Per questo, i carabinieri di Garbagnate e di Rho hanno fermato con l'accusa di omicidio volontario P.L., 49 anni, di Paderno Dugnano.

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La denuncia 

Lo scorso 12 ottobre un medico della struttura sanitaria ha presentato una denuncia ai Carabinieri dichiarando che il decesso dell'anziano, malato terminale sottoposto a ventilazione polmonare meccanica e a un trattamento con terapia sedativa, era verosimilmente dovuto alla somministrazione, il 9 e il 10 ottobre, di una dose particolarmente elevata di farmaci sedativi, dovuta alla manomissione della programmazione di un macchinario. Dagli accertamenti dei militari, coordinati dall'aggiunto Laura Pedio e il pm Nicola Rossato, è emerso che proprio nelle serate del 9 e 10 ottobre, il personale medico aveva notato la presenza di un uomo intento ad accudire la vittima, ritenuto dagli infermieri il nipote della stessa, ma in quel frangente rimasto non identificato. Dalla successiva acquisizione della cartella clinica dell'87enne è stato possibile rilevare una totale convergenza dei dati clinici con le dichiarazioni rese dai sanitari ascoltati.

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Inoltre, gli inquirenti hanno fatto analizzare a personale tecnico specializzato il registro eventi del macchinario di infusione dei medicinali che ha permesso di verificare come l'apparecchio avesse registrato rispettivamente tre e due «boli», vale a dire delle infusioni immediate di un quantitativo di medicinali a velocità notevolmente superiore a quella prevista dalla terapia prescritta al paziente. La visione dei filmati di videosorveglianza dell'ospedale, a seguito anche di controllo incrociato con i dati ricavati dall'analisi dei tabulati telefonici dell'utenza mobile in uso all'indagato, ha infine consentito di appurare l'esclusiva presenza dell’uomo ad accudire la vittima quei due giorni. Circostanza per giunta corroborata dal fatto che quest'ultimo, a causa delle restrizioni all'accesso dovute all'attuale pandemia da Covid-19 era l'unico detentore del pass rilasciato dall'ospedale per le visite in favore dell'anziano parante acquisito per via del suo lavoro.

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Biglietto per Linate

La scorsa settimana, in particolare il 22 ottobre, i militari hanno notato che il 49enne non si era presentato a lavoro senza addure alcun valido motivo e dal controllo dei dati del gps, installato sulla sua auto, hanno scoperto che il sospettato si trovava all'aeroporto di Milano Linate e che aveva prenotato un volo di sola andata per Parigi. Tuttavia, i militari hanno poi capito che P.L. non si trovava a bordo dell'aereo poichè, dopo aver acquistato il biglietto ed essersi recato nella zona d'imbarco, aveva deciso di rinunciare al volo, tornando a casa dove veniva bloccato. L'uomo è stato quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio e il provvedimento è stato convalidato dal gip.

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Ultimo aggiornamento: 17:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA