«Io, miracolato del Ponte Morandi
ma oggi non ho più un lavoro»

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di Valentino Di Giacomo

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«Sto partendo per le vacanze, chiedo scusa ai parenti delle vittime, ma io proprio non ce la faccio a partecipare alla commemorazione organizzata per l'anniversario del crollo, rivivere un'altra volta le scene dello scorso anno mi farebbe troppo male». Gianluca Ardini, 30 anni, è uno dei sopravvissuti al crollo del Ponte Morandi lo scorso 14 agosto. Il ragazzo genovese si è salvato per miracolo, ma anche grazie ad una strenua forza di volontà che gli ha consentito di restare aggrappato a dei fili per quattro ora prima che arrivassero i soccorsi. Una forza che probabilmente derivava anche dal bimbo nato appena un mese dopo alla tragedia e che Gianluca ha rischiato di non poter conoscere. Quel giorno era nel furgone con il suo collega Luigi, entrambi lavoravano per Mondo Convenienza, ma il suo amico è morto sul colpo e Gianluca è rimasto per ore con il cadavere di Luigi di fianco.

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Venerdì 9 Agosto 2019, 08:18 - Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 16:52
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4 di 4 commenti presenti
2019-08-15 15:19:47
Riflettete prima di scrivere corbellerie! Gianluca si è salvato , ma quale bagaglio tragico è rimasto nella sua mente? il collega morto,il furgone rimasto sospeso nel vuoto, i vigili del fuoco che lo hanno sottratto alla morte, hanno devastato il suo equilibrio psicofisico ; certo in qualche modo le istituzioni lo aiutano ,ma andrebbe aiutato anche impegnandolo in un lavoro che lo allontanerebbe almeno per tante ore dai ricordi che sono rimasti scolpiti. Un uomo è tale per la sua sensibilità, per le sue passioni, per la sua storia di vita, per la sua cultura,i suoi affetti; dopo un fatto tragico quale quello occorso a gianluca è come se un rullo fosse passato nella sua mente sconvolgendo tutto ed è tanto difficile poi che tutti i tasselli ritornino al loro posto.
2019-08-09 18:20:33
dispiace per quello che ha subito, con il richio di morire, ma adesso che stà bene , direi di non preoccuparsi, ha avuto giustamente già un aiuto dall'amminsitrazione di genova, ha un modesto contributo dell'inail, ha fatto causa ad autostrade , la moglie lavora in azienda di famiglia, ha uj solo figlio piccolo, quindi mi sembra inutile andare a lavorare o chiedere lavoro.....
2019-08-09 08:31:05
A finale gente non cià più la vita e questo si allamenta che non cià il più il lavoro. Questa gente non mela firo proprio di sentire ma alcuni non simparano mai niente dalla vita campano come i calamari.
2019-08-09 11:50:31
Chi è abituato a vivere e campare senza lavorare, non soffre se non tiene lavoro. Ma chi per vivere è abituato a lavorare quando perde il lavoro va in sofferenza, questa è la differenza, non significa nulla solo perché per sua fortuna si è salvato e gli altri non c’è l’anno fatta, non possa lamentarsi che non tiene più il lavoro penso per colpa del ponte.

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