Addio a Ivan, guerriero di 24 anni: il sogno dei motori e la lotta ad un male subdolo

Domenica 3 Maggio 2020 di Alberto Comisso
Ivan Gottardi morto a 24 anni
Il guerriero si è arreso, non c’è più. Ivan Gottardi, 24 anni compiuti lo scorso 4 aprile, ha perso la sua battaglia con un tumore tra i più comuni di quelli primitivi delle ossa: un osteosarcoma scoperto a metà del 2017. Dignità e coraggio, tra chemioterapia e interventi chirurgici, non gli sono mancati. È stato persino costretto a subire l’amputazione di una delle due gambe, ma in lui, giovane con tante passioni, si era accesa la speranza di essere uscito, almeno in parte, da un calvario lungo e doloroso. Invece no. Quel tumore, subdolo e aggressivo, si è ripresentato più forte di prima. Un destino tragico, quello di Ivan Gottardi, che sperava di poter tornare a una vita normale. Ai tanti sogni, molti dei quali, i motori e il motocross, comuni a quelli di tantissimi ragazzi della sua età. Ieri, al Cro di Aviano, il 24enne è morto. Vicino a lui mamma Marisa e papà Luigino, che lo hanno sempre sostenuto e coccolato e che ieri lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio. Una notizia che ha sconvolto tutti.

«Conoscevo la situazione di Ivan – è il commento del sindaco Andrea Delle Vedove – e, sebbene fossi conscio che non sarebbe stato facile sconfiggere quella forma di tumore così aggressiva, avevo sempre la speranza che potesse guarire. Invece, purtroppo, ci ha lasciati. Un caloroso abbraccio ai genitori e un sentito grazie a tutta la comunità per le iniziative solidali che ha organizzato per aiutarlo». Tra gli amici più stretti Alex Zille è affranto. «Ivan – sospira – non meritava tutto questo. Ha sempre sorriso, ha combattuto come un leone, ma alla fine il male ha avuto la meglio. Da due settimane non lo sentivo più: era consapevole di quello che lo stava attendendo e ha preferito chiudersi in se stesso». Gli amici del Motorclub di Bannia, al quale Ivan era iscritto, avrebbero voluto salutarlo per l’ultima volta con il rombo delle loro moto da cross all’esterno del duomo di Cordenons. Non sarà possibile. «È una decisione che non dipende dal sindaco – fa sapere Zille – ma da un decreto del presidente del Consiglio. L’idea, in futuro, è comunque quella di organizzare un memorial di motocross in suo ricordo. È un’idea, sono convinto, che gli sarebbe piaciuta molto».

Gottardi, nonostante il dramma, non si è mai perso d’animo. Dopo l’amputazione di una gamba, ha capito che la sua vita non sarebbe stata più come quella di prima, che avrebbe dovuto rinunciare alle sue passioni – i motori, in particolare, lui che tra l’altro era impiegato come meccanico in un’officina di San Quirino – e che ad attenderlo ci sarebbe stato un lungo periodo di riabilitazione. «Camminare con una protesi – aveva raccontato a fine 2018 al Gazzettino – non è un gioco: è come dover imparare tutto daccapo. Per me è stato come essere tornato neonato, senza un minimo di equilibrio». È vero che l’Azienda sanitaria del Friuli Occidentale, subito dopo l’amputazione, aveva dotato Ivan di una protesi che, tuttavia, non era calibrata e non sarebbe stata particolarmente adatta ai movimenti di un giovane come lui. «Necessito di un qualcosa di più», aveva detto con il sorriso. Ma una protesi che gli potesse permettere certi movimenti e spostamenti aveva un costo: 50mila euro. Una cifra che non era nelle disponibilità né di Ivan né della sua famiglia. Da qui, grazie al tam tam (partito da alcune amiche della madre) che si era fatto sempre più crescente, per Ivan si era subito mobilitata l’intera comunità. La sua storia aveva commosso tante persone, che in poco più di un mese e mezzo dalla partenza di una serie di iniziative solidali, avevano raccolto quasi 30mila euro, diventati alla fine 50mila. «E’ una cifra incredibile – aveva sottolineato il giovane – che non avrei mai pensato di raggiungere. Ho scoperto con grandissimo piacere che umanità e solidarietà esistono per davvero. Ho capito che non sono da solo». Ora di queste parole rimane solo un triste ricordo Ultimo aggiornamento: 13:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA