Egitto, il nuovo «inviato» della Farnesina affiancato da un investigatore

di Sara Menafra

ROMA Incarichi precisi, alcuni dei quali collegati all'impegno nel chiarire definitivamente chi e perché abbia ucciso Giulio Regeni. Ma, soprattutto, la presenza di un «incaricato giudiziario», quasi certamente un magistrato (o un ufficiale di polizia giudiziaria) che avrà lo specifico compito di mantenere i contatti con la procura di Roma sugli sviluppi dell'inchiesta e fornire all'ambasciatore indicazioni sulle forme di pressione politica da esercitare. È vincolando il prossimo inviato italiano al Cairo, Giampaolo Cantini, a obiettivi precisi, buona parte dei quali legati alla scoperta delle ragioni della morte del ricercatore italiano, che il governo e la Farnesina intendono difendersi dall'accusa di aver abbandonato l'obiettivo della ricerca della verità per motivi politici ed economici.

Per questo, come spiegano fonti della Farnesina, la lettera di missione nel caso di Cantini contiene una lunga lista di obiettivi legati all'inchiesta Regeni, ma più in generale al peso che a questa orribile vicenda verrà dato in tutte le occasioni istituzionali e di cooperazione tra i due paesi. Al di là di una serie di iniziative e celebrazioni ufficiali (che comunque un peso l'avranno per un governo, come l'Egitto che a lungo ha cercato di trattare il caso Regeni come un incidente tra i tanti), il punto fondamentale è «l'invio al Cairo - si legge nella lettera d'incarico - di un magistrato o esperto per seguire la vicenda Regeni». L'inviato avrà un doppio ruolo: tenere i contatti con Giuseppe Pignatone e Sergio Colaiocco, che a Roma indagano sul caso, e, contemporaneamente segnalare quali siano i punti su cui l'ambasciatore dovrà premere con maggiore forza. Nessuno nell'ambiente diplomatico nega che la riapertura dell'ambasciata avrà compiti più generali. Sul piano delle relazioni economiche, il ritorno alla normalità non sarà cosa facile. L'ambasciatore sarà sottoposto al divieto di riattivare il business council, il forum tra imprese locali e italiane che, normalmente, favorisce la cooperazione tra operatori privati dei due paesi. Il tema dei diritti umani continuerà ad avere un peso, spiegano sempre dal ministero degli Esteri, in tutti i rapporti ufficiali col paese: sul sito «Viaggiaresicuri» che è il canale di informazione ufficiale per i turisti e i dipendenti inviati all'estero, ovunque nel mondo, resterà un «alert» dedicato alla morte di Regeni e al rischio di gravi violazioni dei diritti umani. Nel documento firmato dal ministro Angelino Alfano e consegnato a Cantini - per il quale è già stato «chiesto il gradimento» e la partenza sarà programmata nelle prossime settimane - si specifica che gli accordi di riammissione dei cittadini egiziani dovranno essere valutati con «cautela» proprio per evitare violazioni dei diritti.

Le celebrazioni per Regeni. Il 3 febbraio, giorno del ritrovamento del corpo, sarà «celebrata in tutte le sedi diplomatiche del paese», l'auditorium dell'istituto di cultura del Cairo, così come l'università italo egiziana, saranno dedicati al suo nome. Inziative in memoria saranno organizzate in occasione dei giochi del Mediterraneo. Resta valido l'ordine del giorno votato dal Senato nel 2016 che vieta l'esportazione o la donazione di armi verso l'Egitto.
Giovedì 17 Agosto 2017, 13:01


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