Le ragazze italiane si laureano più degli uomini ma faticano il doppio a trovare un lavoro

di Franca Giansoldati

Le ragazze italiane pur essendo più brillanti a scuola, meno soggette a bocciature e capaci di ottenere più spesso il diploma o la laurea rispetto ai coetanei, raggiungono posizioni inferiori sul mercato del lavoro. Il divario di genere nell’istruzione – nonostante si sia progressivamente ridotto nell’arco dei decenni – resta ancora ampio nel settore professionale. I dati relativi al 2019 forniti dalla Fondazione Openpolis sono illuminanti. A fronte del 59,8% di diplomati in Italia ci sono 63,8% diplomate. I laureati sono il 21,7% e le laureate il 34%. Persino le statistiche sugli abbandoni fanno emergere che le donne sono più attaccate agli studi e all'istruzione (16,5 % contro il 12,3%).

Nonostante questi numeri sul mercato del lavoro le donne, pur avendo maggiori competenze acquisite a livello didattico, non riescono a tradurle in tassi di occupazione o redditi più alti. Una vera debacle. Andando più a fondo nelle statistiche di Openpolis emerge che le donne sul totale dei laureati nelle tecnologie dell'informazione e ingegneria restano molto indietro. Questo aspetto accomuna tutti i paesi dell'orea Ocse e porta alla disparità nei percorsi di carriera. L'Italia, tuttavia, ha il record negativo con un divario di genere più pronunciato. 

Le differenze di genere nell'istruzione emergono durante l'adolescenza. E' lì che il gap tra maschi e femmine si manifesta con l'acquisizione delle competenze: le ragazze vengono orientate verso materie umanistiche, i ragazzi verso aree scientifiche e tecniche. 

Questa gabbia culturale innesca inevitabilmente non solo un divario nei percorsi di studio ma nei passaggi lavorativi post laurea. La conseguenza è che le ragazze hanno meno probabilità di un coetaneo di essere occupate in futuro.  
Tra le regioni italiane dove il divario di genere è maggiore spicca la Puglia. Le donne pugliesi che hanno laurea o diploma sono il 50,2%. La quota più bassa tra le regioni italiane. Qualche passo in avanti è stato fatto: per esempio in Calabria  dove le donne con almeno il diploma sono aumentate di 9 punti (dal 46,4 al 55,3). Naturalmente le regioni con meno diplomate sono anche quelle con la minore occupazione femminile e spesso coincidono con quelle con il maggior divario uomo-donna nel lavoro. 
 
Mercoledì 9 Ottobre 2019, 09:37 - Ultimo aggiornamento: 09-10-2019 11:09
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