Licenziamenti alla BTicino: sciopero e protesta dei lavoratori

di Francesca Mari

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TORRE DEL GRECO - Lettere di licenziamento per quattro impiegati della BTicino: stato di agitazione e sciopero. Lavoratori con le braccia incrociate, blocco dell’attività per l’azienda in viale dell’Industria che produce interruttori modulari e componistica elettrica. Venerdì scorso la direzione aziendale ha comunicato a quattro lavoratori addetti alla vigilanza l’avvio della procedura di  licenziamento, tramite lettera, per soppressione ed esternalizzazione della mansione.

A indire lo stato di agitazione il coordinamento sindacale nazionale BTicino, Fim CISL, Uilm UIL e Fiom Cgil, per la «modalità inusuale» a cui è ricorsa l’azienda «soprattutto senza confrontarsi con le Rsu- scrivono in una nota- mentre in passato c’è stato sempre confronto con sindacati per cercare di risolvere i problemi. Ciò ha provocato una forte preoccupazione in tutti i lavoratori dell’azienda in cui, negli anni, sono dimezzate le risorse senza turn over». Ora tutti i lavoratori dell’azienda sono in protesta fuori agli edifici, in attesa di un colloquio tra licenziati e dirigenza.

«Non concepiamo questi licenziamenti in tronco - ancora i sindacati - di persone che da anni svolgono un serioso servizio con elevato spirito di sacrificio. Rischiano nel quotidiano per la propria incolumitá, in quanto lavorano singolarmente e non in coppia, infatti in passato si sono registrati alcuni fenomeni di violazioni perimetrali, opportunamente denunciati alle istituzioni di pubblica sicurezza». «Devono  offrire delle garanzie - ha detto Mimmo Vacchiano segretario provinciale di Uilm Uil - a questi quattro lavoratori che hanno famiglie e non sono di primo pelo. Lavorano da 37 o 24 anni e alcuni hanno più di 50 anni, come troveranno più lavoro? Sono quelli che non potranno nemmeno usufruirete della miseria del reddito di cittadinanza, perché per un anno la Naspi non lo concede. Prima la Whirpool, poi la BTicino, ancora non è stato approvato il piano industriale della Schneider. È la morte delle aziende del Sud».

Oggi l'azienda conta 139 unità interne ed un corposo indetto esterno composto da 4 grossi artigiani. Solo 10 anni fa ci furono diversi licenziamenti e di quattro capannoni attivi, due sono dismessi. 




 
Lunedì 3 Giugno 2019, 11:09 - Ultimo aggiornamento: 03-06-2019 11:13
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1 di 1 commenti presenti
2019-06-03 12:11:55
E qui secondo i sapientoni della sinistra mediale , la colpa é pure di Luigi Di Maio! Chiaro il concetto. I sindacati e l´art. 18 , dove stavano quando Renzi lo eliminava ? Lavoratori con le braccia incrociate? pensavo fosse normale al sud.

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