Lockdown a Milano più vicino, pressing dei virologi: «Situazione preoccupante, state a casa il più possibile»

Sabato 31 Ottobre 2020
Lockdown a Milano, pressing dei virologi: «Situazione preoccupante, state a casa il più possibile»

Da lunedì Milano potrebbe andare in lockdown. Il 2 novembre infatti che ci sarà l'incontro tra il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Beppe Sala. Incontro necessario a valutare insieme con gli esperti i dati che emergeranno durante il weekend: i nuovi casi di Covid, la curva del contagio e l'indice Rt sono i parametri a cui guardare per capire se le misure restrittive messe in atto finora da Regione Lombardia e dal governo hanno prodotto dei benefici. In caso contrario il rischio di una chiusura per la città di Milano è piuttosto concreto. «La situazione è sempre più preoccupante. In questo fine settimana state il più possibile a casa e limitate gli incontri anche con familiari ed amici allo stretto indispensabile. I nostri morti ricordiamoli nel cuore e nella mente e non affollando i cimiteri», l'appello di Massimo Galli, primario all'ospedale Sacco di Milano e docente all'università degli Studi del capoluogo lombardo, su Twitter.

 

«Tanti mi chiedono perché non chiudi, tanti chiedono che si faccia un lockdown – ha spiegato Sala in un video social – il punto è che per come vedo io le cose il Governo deve avere un ruolo importante in tutto ciò, non voglio scaricare le responsabilità, ma il punto fondamentale è che si può chiudere ma prima di chiudere bisogna dire a chi starà chiuso come verrà aiutato». L'ipotesi di un lockdown per Milano prevederebbe una sorta di chiusura della sola area metropolitana della città, con divieto di spostamento per i cittadini e il blocco di tutte le attività ad esclusione di quelle essenziali. Misura che potrebbe essere messa in atto anche per altre realtà lombarde come Monza e Varese che hanno fatto registrare una impennata di nuovi contagi nei giorni scorsi. 

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Le ipotesi

Il Governo starebbe ragionando poi su tre ipotesi. La prima, la più drastica, è chiudere tutto per almeno un mese lasciando aperte soltanto le fabbriche, le scuole materne e quelle elementari e i negozi dei generi di prima necessità rendendo possibile muoversi da casa se non per motivi validi e validati con il modulo di autocertificazione. Sarebbe una situazione molto vicina al lockdown totale.

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La seconda prevede invece chiusure a livello regionale e comunale, incentivi allo smart working nel pubblico e nel privato e paletti per gli spostamenti interregionali, sempre con il modulo di autocertificazione. Se seguirà la seconda strada, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha davanti tre opzioni che rappresentano tre diverse proposte di restrizioni: la prima sono i lockdown territoriali, limitati ai centri urbani più in crisi: a prima vista sembra semplice, in realtà si tratterebbe di chiudere grandi città come Milano, Napoli, Torino e Roma. La seconda restrizione è la chiusura dei confini regionali. La terza è la chiusura di tutte le scuole con l'estensione della didattica a distanza a ogni tipo di istituto. 

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Ultimo aggiornamento: 1 Novembre, 09:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA