Omicidio Sacchi, il papà: «Anastasia deve parlare. Ho sognato Luca, mi ha detto che mamma non deve più piangere»

Giovedì 21 Novembre 2019
Omicidio Sacchi: «Anastasia deve parlare. Ho sognato Luca, mi ha detto che mamma non deve più piangere»

Omicidio di Luca Sacchi, il papà della vittima dell'aggressione torna su una dei temi più sentiti dell'inchiesta: «Se Anastasia (Anastasiya Kylemnyk, 25enne, ucraina, a Roma dal 2003, fidanzata di Luca, ndr) sa qualcosa è arrivato il momento di parlare». Su questo punto insistono anche i legali della famiglia Sacchi: «Luca poteva avere scoperto qualcosa».

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L'intervento del padre del 24enne romano ucciso il 23 ottobre nei pressi di un pub tra via Mommsen e via Bartoloni, Colli Albani, con un colpo di revolver calibro 38 alla testa mentre si trovava in compagnia della fidanzata, arriva in un giorno pieno di malinconia e dolore per la morte del figlio: «Ho sognato Luca questa notte. Ne parlavo con mia madre qualche giorno fa, le ho chiesto perché non riuscissi a sognarlo. Mi ha detto: 'Dicono che debba passare un mese perché diventi angelo poi si sogna'. Pensavo fossero dicerie del nostro paese, in Abruzzo, ma stamattina alle 10 mi sono svegliato piangendo. L'ho visto nella stanza, gli ho chiesto che facesse lì, se non gli facessero male le braccia per i colpi ricevuti. Mi ha detto che stava bene, che si sentiva sollevato. 'Voglio stare qua, non so se andrò in cielo -, mi ha detto - ma fammi una cortesia: di' a mamma che non pianga più». Così Alfonso Sacchi ospite a Porta a Porta insieme ai suoi legali: «Le ceneri sono nella sua stanza, è giusto che sia così. Lui è stato sempre con noi, lo abbiamo messo dentro un vaso di porcellana. Lo abbracciamo e ce lo baciamo, e un po' sembra come se sia tornato a casa».
 

 
 

 

Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 08:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA