Ucciso durante un festino, Luca, l'amore per Marta e quell'ultimo post su Facebook

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di Veronica Cursi

L'amore per Marta Gaia, la sua «mogliettina», la ragazza di cui si era tatuato persino il nome sul braccio «perché nel suo sorriso, nei suoi occhi c'era tutto il suo mondo» le loro foto insieme, abbracciati e felici, le dichiarazioni di un amore che andava contro tutto e tutti: ecco chi era Luca Varani, il 23enne ucciso venerdì sera dai suoi amici dopo un festino a base di alcol e cocaina. Sul suo profilo Facebook c'è il racconto di un mondo fatto di amore puro. E sembra impossibile pensare che Luca sia finto così: massacrato brutalmente nella casa di due amici con la testa fracassata a colpi di martello.
L'ultimo post datato 15 febbraio è una foto condivisa: «Dio creò Adamo ed Eva, non Adamo e Claudio». #NoaimatrimonigayinItalia #wlafamiglia. Aveva una visione tradizionale della famiglia ma questo non gli impediva di avere amici omosessuali: uno di loro Marco Prato, 29 anni, organizzatore di eventi gay molto conosciuto a Roma, è diventato il suo assassino. Con lui c'era anche Manuel Foffo, trentenne, l'uomo che l'ha ospitato in casa per ucciderlo «e vedere che effetto faceva», come loro stessi dichiareranno.

(Leggi anche: "La fidanzata di Luca: «Non si può morire così»")

Luca la sua famiglia la voleva con Marta, la ragazza che aveva incontrato 9 anni fa, quand'era poco più che una ragazzino. Lo ricorda lui stesso su Facebook. «Per fortuna che ho buttato a terra lo zaino quel giorno altrimenti tu nn ci saresti mai inciampata e non avrei mai incontrato i tuoi occhi - racconta  -  Tu mia eterna meta non saresti mai entrata nella mia vita e non avrei mai sentito il 20ottobre 2007 quel sabato cosi speciale alla mia domanda: vuoi metterti con me?».

Avevano tutto un futuro davanti Luca e Marta, si vedevano vecchi insieme, «chissà come diventeremo noi due amore?», scrivevano sui social. Ultimamente però Luca era cambiato, «era stato ingenuo con le persone sbagliate», scrive oggi Marta su Facebok che ha ringraziato tutti per l'affetto: «il mio dolore è immenso e indescrivibile - ha detto - Lo amo e lo amerò per sempre». 

Si lasciavano e si riprendevano come tutte le giovani coppie. E quando Luca, ex studente dell'istituto tecnico Einstein, in un ennesimo gesto d'amore si tatuò il suo nome sul braccio, lei gli scrisse: «Ti sta proprio bene il mio nome addosso». «Ti amo da e per sempre», fu la risposta di Luca. Sulla sua pagina è un continuo di frasi e parole romantiche: «La mia giornata - scriveva  - inizia quando sento la tua voce ,leggo le tue parole ed  incrocio il tuo sguardo. La mia giornata sei tu». E ancora: «Non credevo nell'amore poi però hai sorriso». Un giorno scrisse: «Se mi chiedessero come spiegherei l'amore ad un bambino, gli risponderei : noi. Perché noi siamo il sinonimo della parola amore».
Lunedì 7 Marzo 2016, 16:15
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