Baby gang picchia disabile psichico del Gambia: botte e insulti razzisti nel video pubblicato sui social

Martedì 17 Maggio 2022
immagini dal video dell'aggressione

Ragazzo disabile accerchiato e picchiato da una baby gang in un parco pubblico di Pietrasanta, in provincia di Lucca, lo scorso 9 maggio. Tutto ripreso in un video pubblicato sui social. Choc in Versilia per l'aggressione a un 29enne migrante del Gambia affetto da disabilità psichica preso a calci, pugni e ricoperto di insulti razziali da sei bulli, cinque dei quali minorenni, che sono stati denunciati per lesioni aggravate dai motivi abietti e dall'odio razziale. I sei hanno ripreso l'aggressione e poi per vantarsi hanno postato il video sui social. Nel video si sentono i ragazzini chiamare il migrante 'buba' e si vedono diversi di loro picchiare il 29enne, che urla più volte per i colpi ricevuti. Altri ragazzi si rivolgono invece ai picchiatori urlando 'basta'.

Video

 

 

Le indagini dei carabinieri di Pietrasanta hanno portato oggi alle perquisizioni nelle abitazioni dove i denunciati vivono coi genitori. Sono stati sequestrati gli indumenti utilizzati durante l'aggressione, i cellulari, grammi di hashish e marijuana, una mazza da baseball, manoscritti inneggianti alla violenza e pure contro i carabinieri. Per colpire il 29enne hanno anche usato un ombrello dopo averlo circondato, deriso e provocato. Tra le accuse è scattata quella di diffamazione in concorso, proprio per aver ripreso in video l'aggressione e aver condiviso sui social le immagini. Un comportamento, spiegano i carabinieri, che lede la reputazione e la dignità umana della vittima dell'aggressione. Nei confronti della gang sono scattate denunce alla procura presso il tribunale dei Minori di Firenze e, per il maggiorenne, alla procura di Lucca.

 

Dalle immagini si vedono i quattro accanirsi insieme contro il migrante che cerca di sottrarsi ai colpi, oppure uno dopo l'altro, come se fosse un bersaglio da palestra. La scena avviene in un parco pubblico. La banda non è sola. Intorno ci sono giovanissimi, adolescenti, ci sono ragazzine, qualcuno urla e si scansa. Chi non picchia sta in disparte, c'è chi filma col cellulare, anche se alcuni dei ragazzi presenti urlano più volte 'Basta!'. Però quando il 29enne cade, il gruppo continua a colpirlo e a ogni pugno o calcio l'immigrato geme, reagisce esprimendo il dolore che prova. Secondo gli inquirenti uno dei motivi abietti è aver voluto dimostrare proprio la volontà di imporre la propria egemonia di «bulli» ai danni di un soggetto «vulnerabile», da discriminare anche con la violenza fisica. Oltre all'odio razziale, la denuncia c'è anche per l'aggravante di abilismo, cioè colpire un disabile. 

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