Scuole chiuse con il sole, l'accusa del meteorologo: «Previsioni inadeguate fatte da incompetenti»

di Marco Esposito

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Professor Prodi, il clima è impazzito oppure c'è qualcosa che non va nei sistemi di previsione?
«Nella meteorologia italiana ci vuole un salto di cultura - risponde Franco Prodi, fisico, meteorologo e ricercatore associato dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima presso il Cnr - ma purtroppo continuiamo a contare i morti e i danni, senza neppure conoscere i dati sui fenomeni che si sono verificati».

Il Mediterraneo non si sta trasformando in un'area tropicale?
«Gli eventi di questi giorni con una bassa pressione e quindi richiamo di aria africana e vento molto forte non hanno di per sé natura straordinaria. Per un meteorologo era sufficiente vedere quanto fossero ravvicinate le isobare».

Però lunedì 22 in Campania c'era un allerta arancione e non è accaduto nulla, ieri un semplice allarme giallo e ci sono state vittime...
«Il sistema di previsione italiano è completamente allo sbando. È cresciuto per sovrapposizioni, partendo dall'Aeronautica per poi vedere la regionalizzazione e quindi il tentativo di unificazione da parte della Protezione civile. Tali sistemi non ben coordinati portano a un servizio scarsissimo, nei confronti internazionali. Detto ciò, le allerta meteo sono legate alla classificazione dei sistemi precipitanti».

Cioè al rischio di bombe d'acqua.
«Smettiamola di parlare di bombe d'acqua. Si dà l'idea di un fenomeno violento e incontrollabile. Invece oggi la meteorologia ha tutti gli strumenti per seguire con i radar meteo l'acqua quando è ancora nelle nubi, prevedere la quantità di precipitazioni in arrivo e rapportarle ai bacini idrografici al suolo».

Traduciamo, però.
«Un conto è una pioggia abbondante e concentrata ma che cade in un punto di in un'area vasta come il bacino del Po e altra cosa la medesima pioggia che converge in un'area ristretta, come la Valtellina, la Versilia o una fiumara calabrese. Il rischio esondazione è maggiore. Però con i radar si può lanciare un allarme mirato per la popolazione di quella valle un'ora prima, mezz'ora prima. A volte anche un quarto d'ora prima può fare la differenza tra la vita e la morte».
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Martedì 30 Ottobre 2018, 10:30
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