Manovra, consumatori e aziende vedono rosa per il futuro: l’indice di fiducia a dicembre è in rialzo

L'indice del fiducia dei consumatori è in rialzo per il secondo mese consecutivo

Manovra, consumatori e aziende vedono rosa per il futuro: l’indice di fiducia a dicembre è in rialzo
Manovra, consumatori e aziende vedono rosa per il futuro: l’indice di fiducia a dicembre è in rialzo
di Giusy Franzese
Sabato 24 Dicembre 2022, 08:00 - Ultimo agg. 12:02
4 Minuti di Lettura

È ritornato sopra quota cento. L'indice del fiducia dei consumatori è in rialzo per il secondo mese consecutivo confermando che gli italiani confidano nel futuro e, quindi, anche nelle capacità del governo Meloni di affrontarlo nel modo migliore. Dopo il balzo di ben 8 punti registrato a novembre, l'indice della fiducia dei consumatori a dicembre avanza ancora di altri 4,4 punti arrivando a 102,5. Anche le imprese non si lasciano scoraggiare dalle nubi che tanti vedono all'orizzonte dell'andamento economico, e - per il secondo mese consecutivo - la fiducia avanza, passando da 106,5 di novembre a 107,8 di dicembre. I dati sembrano premiare le prime scelte economiche importanti di questo governo.

Non è un caso, forse, che - guardando gli indici disaggregati del clima di fiducia dei consumatori - quelli che fanno registrare un maggior incremento si riferiscono a ciò che speriamo accada nei prossimi mesi: la fiducia sul futuro arriva a 108,2 (da 102,8 di novembre e 88,8 di ottobre); anche il sentiment sull'andamento economico dell'economia fa un balzo notevole assestandosi a 106,3 a dicembre (da 95,2 a novembre e 77,6 a ottobre).

Su quanto tutto questo porterà benefici personali c'è cautela: l'indice relativo si ferma a 101,2 da 99 di novembre, condizionato probabilmente dai timori per l'inflazione che erode stipendi e risparmi e dal caro-bollette che continua a creare ansia nonostante gli aiuti e le misure del governo per arginarlo. A ogni modo l'unico indice che rimane sotto quota cento è quello corrente che comunque è in salita rispetto a ai mesi precedenti (98,6 a dicembre da 94,9 a novembre e 91 a ottobre). 

Anche tra le imprese il clima di fiducia migliora in tutti i comparti ad eccezione della manifattura, l'unico che presenta un indice di fiducia in peggioramento (si passa da 102,5 a 101,4). Il settore più ottimista è quello delle costruzioni che evidentemente non teme il decalage delle agevolazioni relative al superbonus nel 2023: l'indice relativo passa da 151,9 a 156,6. Fiducia in crescita anche tra i commercianti (l'indice passa da 112,4 a 112,6) e per il comparto servizi di mercato (102,3 da 99). Sempre ieri, tra l'altro, l'Istat ha diffuso il bilancio dei primi 9 mesi dell'anno nel turismo: il recupero rispetto al pre-Covid è stato marcato, praticamente totale per quanto riguarda le presenze extra-alberghiere, parziale per gli esercizi alberghieri per i quali, rispetto al 2019, mancano ancora 35 milioni di presenze. Non è detto però che i conteggi di fine anno non portino delle sorprese, visti i pienoni nelle città d'arte durante le festività di novembre e quelli del ponte dell'Immacolata.

I dati positivi dell'indice generale della fiducia di consumatori e imprese è accolto con molta soddisfazione tra le fila della maggioranza di governo. «È il miglior regalo di Natale che potessimo sperare di trovare sotto l'albero» commenta Dario Damiani, senatore di Forza Italia, capogruppo in Commissione bilancio. «Siamo sulla strada giusta abbiamo messo in campo azioni e provvedimenti che stanno dando i loro frutti e il Paese ce ne riconosce il merito» conclude Damiani. 

Per il Codacons (consumatori) «la risalita della fiducia è un ottimo segnale per il Paese. Un tesoretto che ora il Governo deve sfruttare al meglio sostenendo i consumi in questo difficile momento caratterizzato da una inflazione alle stelle, e difendendo il potere dacquisto dei cittadini, correggendo le misure inserite nella manovra che possono avere un effetto depressivo sulla spesa». Federconsumatori, invece, evoca un «eccesso di ottimismo trainato dalle festività» e invita il governo a non abbassare la guardia, prendendo «provvedimenti urgenti e maggiormente incisivi, prima di tutto per contrastare la povertà e ridurre le crescenti disuguaglianze». 

Video

Parla di bel segnale anche Confcommercio, a maggior ragione perché arriva «alla fine di un anno straordinariamente complicato». «L'attuale fase di ripiegamento produttivo potrebbe, quindi, essere confinata a un episodio lieve e transitorio» osserva quindi lUfficio Studi Confcommercio. Che sottolinea poi come «lo scenario futuro, nel complesso, non sia rassicurante: l'inflazione dovrebbe essere ancora vivace e crescente, né sono scongiurati i deleteri di una nuova possibile fiammata dei prezzi delle materie prime energetiche. Ma la voglia di tornare alla normalità nei consumi, la buona salute delle aspettative e la prosecuzione della politica dei sostegni pubblici a imprese e famiglie, lasciano ben sperare anche per i prossimi difficili mesi». Per Confesercenti «l'auspicio, ora, è che la ripresa del clima di fiducia si confermi anche nei prossimi mesi: un obiettivo per cui lavorare attivamente. Nonostante il recupero di novembre e dicembre - sottolinea l'associazione - per i consumatori siamo ancora ben lontani» dai livelli dello scorso anno. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA