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Marmolada, dalla zona del disastro emergono altri resti umani. Dolomiti, si stacca pilastro della Moiazza

Venerdì 8 Luglio 2022
Marmolada, dalla zona del disastro emergono altri resti umani: ricerche ancora in corso

Dal ghiacciaio della Marmolada emergono altri resti delle vittime del seracco crollato domenica scorsa. Attrezzatura tecnica e resti organici sono stati rinvenuti dagli operatori nell'ambito della ricognizione «vista e udito» sul luogo del disastro. Le ricerche, ancora in corso, si stanno svolgendo sulla parte bassa della colata di ghiaccio, roccia e fango, compresa una zona non interessata dal sopralluogo di ieri mattina.

Marmolada, rinvenuta un'attrezzatura tecnica: i soccorritori trovano resti degli escursionisti, recuperato decimo corpo

Marmolada, morti e dispersi. I resti dei corpi ritrovati dai droni: soltanto il dna gli darà un nome

Il bilancio ufficiale è fermo a dieci vittime, di cui quattro ancora senza nome. La lista dei decessi potrebbe fermarsi a 11 se i corpi non identificati dovessero appartenere ai cinque dispersi, due coppie venete e un 22enne, reclamati dalle famiglie. Ma per avere un bilancio ufficiale bisognerà attendere ancora domani o domenica quando dai laboratori del Ris arriveranno le risposte scientifiche.

Dolomiti, si stacca pilastro della Moiazza

Un pilastro della Moiazza, imponente monte delle Dolomiti agordine, si è staccato precipitando a valle nella zona Forcella del Camp. Nessuno è rimasto ferito. A dare l'allarme un escursionista tedesco di passaggio sull'Alta via numero 1 nella zona di che ha sentito un boato e visto una grande nuvola scendere nel canale dei Cantoi de Framont. L'uomo è quindi corso al Rifugio Bruto Carestiato e il gestore, componente del Soccorso alpino di Agordo, ha allertato i sanitari del Suem 118 dotati di elicotteri.  Il punto del distacco coincide con il rientro della Ferrata Costantini, una delle più ardite delle Dolomiti. Concordato con la Centrale operativa, dopo aver imbarcato il soccorritore si è alzato in volo l'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che ha effettuato una lunga ricognizione, per escludere l'eventuale coinvolgimento di persone. A staccarsi un pilastro della parete della Moiazza sud, a circa 2.400 metri di quota, vicino alla Via alpinistica Spigolo di destra. Verificata tutta la parte vicino alla ferrata, compresa la parte alta come ulteriore assicurazione, e il canale. Sì escludono coinvolti.

 

Il ghiaccio

Entro sera è atteso l'esito del primo confronto tra il dna dei resti delle vittime non ancora identificate. La squadra, composta da 14 persone, tra cui due unità cinofile, sta effettuando un secondo intervento «vista e udito» sul campo. Gli operatori, coordinati da Paolo Borgonovo, del Centro di addestramento alpino della polizia di Moena, sono stati trasferiti in zona dopo il briefing operativo tenutosi a Canazei poco dopo le 5. Durante la notte le temperature sul ghiacciaio sono scese sotto lo zero, consolidando il ghiaccio e permettendo di estendere le operazioni fino alle 9.30 circa. Due vedette sono state poste ai margini della colata di fango, ghiaccio e roccia per controllare che non vi siano nuovi movimenti, mentre un elicottero in volo stazionario è pronto ad intervenire nel caso in cui sia necessario effettua l'evacuazione rapida della squadra.

Le ricerche

Sono riprese le ricerche via terra nell'area interessata dal distacco del ghiacciai. All'alba, dopo un veloce briefing, l'elicottero ha portato in quota gli operatori per ispezionare la parte più bassa del distaccamento dove le condizioni di sicurezza sono maggiori e dove 'sentinellè e sirene garantirebbero la possibilità di fuga in caso di nuovi crolli. A lavoro ci sono 14 soccorritori con due cani della Guardia di finanza che andranno avanti per qualche ora, poi si continuerà a ispezionare la zona con i droni, più sicuri quando le temperature sul ghiaccio aumentano. Ieri gli operatori sono riusciti a individuare e recuperare la decima vittima della slavina. Il bilancio è di sei vittime identificate: tre veneti (Filippo Bari, Paolo Dani e Tommaso Carollo), una donna trentina (Liliana Bertoldi) e due turisti della Repubblica Ceca (Pavel Dana e Martin Ouda) mentre cinque restano le persone reclamate: i coniugi Davide Miotti ed Erica Campagnaro, i fidanzati Manuela Piran e Gianmarco Gallina, e il 22enne Nicolò Zavatta; non è escluso che siano fra i corpi già recuperati dai soccorritori e che quindi all'appello manchi solo un disperso.

L'ALTITUDINE - L'operazione di ricognizione della squadra interforze sull'area del disastro della Marmolada si è svolta ad un'altitudine compresa tra i 2.500 e i 2.800 metri, a una quota nettamente inferiore a quella del ghiacciaio. Lo ha precisato, in conferenza stampa, il coordinatore, Paolo Borgonovo, ispettore del Centro addestramento alpino della polizia di Moena. «La condizione del terreno è un pò anomala: in alto troviamo soprattutto ghiaccio che richiede l'impiego dei ramponi, mentre verso valle si trova una colata di fango e terra. Noi operiamo nella zona in cui si sono formati gli accumuli di detriti», ha detto Borgonovo. Nella squadra, formata da 14 operatori esperti, vi è anche una donna, Lisa Morandini, della stazione del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Passo Rolle. La sicurezza dello scenario durante l'intervento è affidata ai vigili del fuoco del corpo permanente di Trento. «La situazione - ha detto il professionista ed esperto in cartografia, Andrea Cieg - è monitorata costantemente attraverso le strumentazioni tecniche puntate sulla calotta rimasta in posizione e collegate ad allarmi sonori, mentre dei droni sono sempre in volo sopra la suqadra. Gli operatori sono dotati di radio Gps per tracciarne i movimenti in tempo reale». Gli interventi continueranno, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, anche nei prossimi giorni. 

Ultimo aggiornamento: 9 Luglio, 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA