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Truffa su mascherine, arrestato imprenditore Antonello Ieffi, ex della Arcuri: voleva pilotare appalto Consip

Giovedì 9 Aprile 2020 di Giuseppe Scarpa
Truffa sulla mascherine chirurgiche, arrestato imprenditore: voleva pilotare appalto Consip da 24 milioni

Truffa sulle mascherine chirugiche. Ha vinto un bando con Consip  sulla fornitura di 24 milioni di mascherine. In realtà era un bluff. Antonello Ieffi non aveva alcun contatto in Cina per approvvigionare il mercato italiano. Per questo motivo è stato arrestato. Turbativa d’asta e inadempimento di contratti di pubbliche forniture queste le accuse.

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L'indagine, condotta dal Gico del nucleo di polizia economico finanziaria di Roma della guardia di finanza, nasce da una denuncia presentata da Consip alla Procura di Roma. In pratica la centrale di acquisti della pubblica amministrazione ha riscontrato una serie di anomalie nell’ambito della procedura di una gara, del valore di oltre 253 milioni di euro. Un gara bandita d’urgenza per garantire l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e apparecchiature elettromedicali.

In particolare, il lotto 6 della gara, dell’importo di 15,8 milioni di euro, relativo alla fornitura di 24 milioni di mascherine chirurgiche, veniva aggiudicato alla Biocrea Società Agricola a Responsabilità Limitata. La Biocrea si impegnava, tra l’altro, alla consegna dei primi 3 milioni di mascherine entro 3 giorni dall’ordine.

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Sin dai primi contatti con la stazione appaltante pubblica, finalizzati all’avvio della fornitura, però, Ieffi, che interloquiva per conto dell’impresa sebbene non risultasse nella compagine societaria, lamentava l’esistenza di problematiche organizzative relative al volo di trasferimento della merce, asseritamente già disponibile in un punto di stoccaggio in Cina. Permanendo l’inadempimento alla data di scadenza prevista nel contratto per la prima consegna di mascherine, attraverso la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, veniva effettuata presso l’aeroporto cinese di Guangzhou Baiyun un’ispezione, che accertava l’inesistenza del carico dichiarato.

I successivi approfondimenti facevano emergere a carico di Biocrea anche pregresse posizioni debitorie per violazioni tributarie, per oltre 150 mila euro nei confronti dell’Erario – non dichiarate in sede di procedura dalla società che, di converso, aveva invece falsamente attestato l’insussistenza di qualsiasi causa di esclusione –. Tale situazione comportava l’esclusione di Biocrea dalla procedura e l’annullamento in autotutela da parte di Consip della intervenuta aggiudicazione.
 

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 14:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA