Mascherine, obbligo prorogato fino al 15 giugno per cinema, discoteche e scuole. Stop a lavoro e nei ristoranti

Giovedì 28 Aprile 2022 di Francesco Malfetano
Mascherine, obbligo prorogato fino al 15 giugno per cinema, discoteche e scuole. Stop per ristoranti e posti di lavoro

Non è ancora l’ora di dire addio alle mascherine. Mentre i numeri dei contagi continuano a destare qualche preoccupazione infatti (i nuovi casi Covid registrati ieri sono stati quasi 70mila), il ministro della Salute Roberto Speranza ha varato ieri un’ordinanza che «prevede la proroga in alcuni ambiti dell’uso delle mascherine al chiuso». Su input di un emendamento definito in commissione Affari Sociali, si è deciso di considerare ancora necessari i dispositivo di protezione delle vie respiratorie fino al prossimo 15 giugno: «nei trasporti a lunga percorrenza e locale, gli ospedali e presidi sanitari, le Rsa, tutti gli eventi in cinema e teatri e i palazzetti dello sport». In altri termini, appunto, è presto per dire riporre le mascherine, specie in quelle situazioni in cui è impossibile mantenere il distanziamento o comunque si resta per molto tempo all’interno di un locale chiuso. Stesso discorso per le scuole, anche se il testo non interviene affatto sul punto, perché la proroga fino alla fine dell’anno scolastico era già stata decisa nel decreto precedente. Tuttavia il ragionamento prudenziale del ministero della Salute non è valido ovunque.

Con l’obiettivo di tornare al più presto alla normalità infatti, assieme all’annunciato addio al Green pass, dal primo maggio viene meno l’obbligo di indossare la mascherina non solo per accedere a bar e ristoranti, ma anche per negozi, supermercati, stadi e spettacoli all’aperto. In ogni caso, bisognerà usare buon senso. E se ci si ritrova in una situazione di rischio potenziale è sempre raccomandabile indossarla. La questione si complica guardando al mondo del lavoro. All’interno del testo non vi è infatti un riferimento preciso e, quindi, anche se decadono formalmente i termini di legge per cui la mascherina era considerata conditio sine qua non per accedere agli uffici, restano invece in piedi i protocolli siglati tra imprese e sindacati. Regole che, inevitabilmente, stabiliscono non solo che la protezione è obbligatoria ma anche che bisogna mantenere un distanziamento di almeno un metro e mezzo tra le diverse postazioni lavorative. Un garbuglio legislativo a cui le parti sociali porranno rimedio nei prossimi giorni (un incontro dovrebbe tenersi il prossimo 4 maggio) definendo nuove raccomandazioni comuni per tutte le imprese. Per quanto riguarda gli uffici pubblici invece, si apprende, sarà il ministro della Pa Renato Brunetta ad inviare una circolare ai responsabili delle amministrazioni pubbliche per rimarcare la necessità di utilizzare «buon senso», e quindi si raccomanderà comunque l’uso della mascherina e il ricorso al distanziamento specie nei luoghi aperti al pubblico. ​

 

 

 

GREEN PASS. Addio Qr code (non nelle Rsa)

Tutto come previsto: a partire dal 1° maggio decade l’obbligo di esibire il Green pass - sia nella versione “base” che in quella “rafforzata” - per accedere a locali, palestre, cinema e uffici. Come già stabilito dal decreto varato alla fine del mese di marzo quindi, il Qr code andrà di fatto in pensione. Fanno però eccezione gli ospedali e le strutture sanitarie (dove l’obbligo resta in vigore fino alla fine dell’anno). Non solo, con un’ulteriore ordinanza varata ieri dal ministero della Salute il pass resta necessario fino alla fine di maggio per chi arriva in Italia dall’estero. Mentre viene abolito il passenger locator form.

TRASPORTI. Treni, bus e aerei: necessaria la Ffp2

Che si parli di tratte brevi o di lunghe percorrenze, a partire dal 1° maggio e fino al 15 giugno, per salire a bordo dei mezzi di trasporto continuerà ad essere richiesta la mascherina Ffp2. Anche se non sarà più necessario il Green pass infatti, autobus, tram, metro, navi, aerei e traghetti continuano ad essere considerati potenziali luoghi di contagio e, quindi, - questa la linea prudenziale del ministero della Salute - è ancora impossibile eliminare l’obbligo per tutti i passeggeri di coprire le vie respiratorie.

LAVORO. Uffici, protocolli ancora validi

Per accedere al proprio ufficio o alla propria postazione di lavoro, a partire dal 1° maggio, la mascherina non sarà più considerata obbligatoria. È questo il punto fisso da cui partire. Tuttavia, non essendo specificato nel testo varato ieri, resta la possibilità per le aziende di richiedere ai dipendenti di continuare con le vecchie regole. I protocolli siglati tra le parti sociali infatti non sono decaduti. Anzi, verranno aggiornati a stretto giro. Discorso simile anche per la Pa. Il ministro Brunetta lavora ad una circolare in cui verrà raccomandato l’uso della mascherina in situazioni rischiose. «Serve buon senso» fanno sapere.

LOCALI. Cene e caffè, liberi tutti

Dal mese prossimo si dirà finalmente addio ad una delle regole anti-contagio che più ha scatenato proteste in questi lunghi mesi di restrizioni. Dal 1° maggio infatti, per varcare la soglia di bar, pub e ristoranti - sia che ci si accomodi in un dehor all’esterno sia che lo si faccia in una sala al chiuso - per i clienti non sarà più obbligatorio indossare la mascherina. Ovviamente il dispositivo di protezione delle vie aeree non sarà neanche più richiesto ogni qualvolta ci si alza da tavola, ad esempio per andare in bagno o per pagare il conto.

 

 

 

NEGOZI. Supermercati, ecco la svolta

A dispetto di alcune anticipazioni, per quanto riguarda negozi, boutique, centri commerciali e supermercati è infine passata la cosiddetta linea “aperturista”. E quindi, sempre a partire dal prossimo 1° maggio, non sarà più obbligatorio indossare la mascherina per fare shopping o fare la spesa. Chiaramente, continua ad essere raccomandabile l’uso del dispositivo di protezione in qualunque situazione che possa essere considerata rischiosa. In altri termini, anche se non è un’imposizione, sarebbe bene indossare la mascherina in presenza di assembramenti.

OSPEDALI. Visite ai pazienti con le restrizioni

Com’è ovvio, le più rigide norme anti-contagio riguarderanno le strutture sanitarie. L’obbligo di mascherina - assieme a quello di Green pass rafforzato per lavoratori e visitatori - resta infatti per ospedali e strutture socio-sanitarie, incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (Rsa), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali. Tanto per medici e infermieri, quanto per utenti e visitatori quindi, non ci sono particolari novità.

SCUOLA. Norme invariate per gli esami

Nessuna deroga per la scuola. Fino alla fine dell’anno scolastico infatti, studenti e professori, dovranno continuare ad indossare obbligatoriamente la mascherina. Anche durante il periodo degli esami di fine anno. A chiarirlo era già stato l’ultimo decreto Covid (ovvero il testo emendato ieri in Commissione Affari Sociali), e la linea è stata confermata ieri. Uniche eccezioni, come accaduto fino ad oggi, riguardano gli studenti con necessità particolari o quelli più piccoli. Al di sotto dei 6 anni infatti, la mascherina non è obbligatoria neppure in classe.

EVENTI. Prudenza per le discoteche

Dopo il ritorno alla capienza completa degli spettatori stabilito dopo la fine dello stato d’emergenza del 31 marzo scorso, a partire dal 1° maggio negli stadi si potrà fare anche a meno della mascherina. Discorso differente però per tutti i luoghi che ospitano eventi al chiuso. Tanto per guardare un film al cinema o uno spettacolo a teatro, quanto per musei, discoteche (ovviamente non nel momento del ballo) e palazzetti dello sport (anche in caso di concerti o altri tipi di eventi), la mascherina Ffp2 continuerà ad essere considerata obbligatoria.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA