Matteo Messina Denaro, al Tg1 l'audio con la voce del boss latitante dal 1993

Giovedì 12 Agosto 2021
Messina Denaro, l'audio con la voce del boss latitante dal 1993 trasmesso in esclusiva al Tg1

La voce del boss Matteo Messina Denaro impressa su un nastro magnetico. Per la prima volta il Tg1 trasmette un documento audio esclusivo con la deposizione del latitante di Cosa Nostra più ricercato in Italia. 18 marzo 1993, processo Accardo, uno dei tanti processi di mafia nel trapanese. «Senta», gli chiede la pubblico ministero, «ricorda se fu sentito dalla squadra mobile di Trapani, dopo la morte di un certo Accardo Francesco da Partanna?». «Guardi», risponde il boss, «io, in quel periodo, ho subito decine di interrogatori per ogni omicidio che è successo». Due mesi e mezzo dopo diventerà latitante. La cassetta, custodita nell'archivio del Tribunale di Marsala, è stata trovata grazie al lavoro dell'Associazione Antimafie Rita Atria e della testata «Le Siciliane».

Video

Giovanni Brusca scarcerato dopo 25 anni: è il boss responsabile della strage di Capaci

 

La voce di Messina Denaro utile per le indagini

«Certamente sentire la voce di Matteo Messina Denaro è qualcosa di veramente importante. Nei suoi confronti le indagini, di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza, si sviluppano da oltre un ventennio e quindi è evidente che anche loro hanno documenti comparativi anche sonori, idonei a effettuare comparazioni. Elementi di questo tipo sono quindi importanti proprio per consentire poi il confronto ogni qualvolta fosse necessario». Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho al Tg1 parlando dell'audio trasmesso questa sera della voce del boss latitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro.

 

Mafia, maxi blitz a Palermo: scoperto asse tra Usa e Sicilia

 

La latitanza e le indagini

«Le attività in corso - aggiunge - sono enormi, basta pensare che negli ultimi anni sono stati arrestati centinaia di appartenenti a Cosa Nostra che costituiscono la rete che agevola e sostiene la sua latitanza. Basti pensare che sono quasi tre miliardi di euro i beni che sono stati sequestrati nell'ambito di queste indagini». Alla domanda se nutra la speranza di riuscire ad arrestarlo a breve, De Raho ha risposto: «Già due anni fa lo avevo detto, ritenevo che ciò potesse avvenire nell'ambito dello stesso anno. È certo che lo sforzo e l'impegno che lo Stato sta investendo in questa attività investigativa è enorme. Ci sono tanti filoni della polizia, dei carabinieri e della Guardia di finanza tutti coordinati dal procuratore distrettuale di Palermo».

Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA