Salvini a Foggia: «Contro il caporalato droni sui campi e svuoteremo i ghetti»

Mercoledì 8 Agosto 2018 di Mario Ajello

dal nostro inviato

FOGGIA Il governo sbarca a Foggia. Per un giorno. «Ma torneremo presto», dicono, separatamente, sia il premier Conte sia il vicepremier Salvini. E la lotta al caporalato, al lavoro che uccide nei campi, allo sfruttamento dei neri da parte della mafia del pomodoro, a vicende come la strage dei 16 immigrati in questo inferno di disumanità, diventa una delle urgenze dell'esecutivo giallo-verde. Anche la Procura indaga e sue due fronti. Per accertare la dinamica del terribile incidente stradale (l'autista del tir che si è scontrato con il furgone carico di braccianti è convinto che il conducente delvan abbia avuto un colpo di sonno: «Al 99,99% dormiva. Non può essere stata una distrazione momentanea») e per capire se c'è stata una intermediazione illecita nel lavoro: lo sfruttamento, appunto.

 

IL COMITATO
I pm lavorano, il governo si muove. Salvini presiede in Prefettura il Comitato per l'ordine e la sicurezza e il Viminale ha preparato una terapia d'urto contro queste forme di mafia. «Svuoteremo i ghetti dove sono segregati uomini a cui è stata tolta la loro dignità», annuncia Salvini. E il ghetto tremendo di Poggio Imperiale non è lontano da qui, ed è una bidonville di lamiere e capanne dimenticata da Dio. Liberare i prigionieri dei ghetti, ma non solo. Il Viminale ha in programma di fare volare sui campi dei neri e dei negrieri, per fotografare gli abusi, per monitorare l'obbrobrio, per scoprire e per punire, alcuni droni. Si combatte da terra con le ruspe, si combatte dall'aria con l'alta tecnologia: poi vinceranno gli uomini o, come sempre, in questo angolo maledetto di Puglia, i caporali e i clan della mafia agricola con addentellati dappertutto? Non ci sarà bisogno di una cornice normativa - per le misure decise dal governo che manderà più poliziotti a Foggia, più auto della stradale per controllare la legalità dei trasporti, più magistrati se è possibile e già Salvini ne ha parlato con il ministro Bonafede - e così si potrà essere operativi subito, senza dover aspettare il decreto sicurezza.
Ma ecco Conte: «Dietro le morti di questi giorni non c'è dignità, c'è un lavoro sfruttato. Dobbiamo fare in modo che questo non accada mai più». E ancora: «Si tratta anche di innescare meccanismi incentivanti, perché gli imprenditori siano portati rinunciare a un pezzo di lucro, per favorire condizioni di lavoro nel rispetto della dignità dei lavoratori». Il premier ha incontrato una delegazione di braccianti agricoli, alcuni rappresentanti sindacali e varie autorità. Mentre l'altro vicepremier, Di Maio, è a sua volta in questa partita. Così: «Non servono nuove leggi. Quello che manca sono i controlli: faremo un concorso straordinario per nuovi ispettori del lavoro» Nuova legge sul caporalato no, o non ancora, ma sia i 5Stelle sia Salvini non fanno che dire che la norma varata dal governo Renzi nel 2016 o non funziona o è stata male applicata. Dunque, «va aggiornata», propone il ministro dell'Interno. E aggiunge: «Vanno aiutati gli imprenditori che la vogliono applicare, serve meno burocrazia». Una posizione che è anche di Conte: «Bisogna capire dove quella legge non ha funzionato».

Luigi Di Maio promette un concorso straordinario per assumere più ispettori del lavoro. La polemica di Salvini contro i passati governi di centrosinistra è più esplicita: «C'è un tessuto criminale nel foggiano che finora la politica ha sottovalutato. Ma ora si volta pagina». In nome della legalità ma anche del sovranismo. «Se l'agricoltura italiana non fosse costretta a inseguire la concorrenza sleale di altri produttori», osserva Salvini, «probabilmente avremmo fenomeni minori di illegalità» Traduco: «Se l'Europa non ci costringesse a inseguire la importazione forzata di pomodori tunisini, arance marocchine, riso birmano, grano canadese per i nostri agricoltori forse vivere sarebbe pù semplice». Salvini ha annunciato che scriverà «ai colleghi» degli Interni di Romania e Bulgaria perché facendo parte della Ue «debbono anche controllare mezzi ed uomini». La mobilitazione del governo c'è, come anche quella del governatore dem Emiliano, presente a sua volta in Prefettura.
Ma da queste parti, ci sono pure le resistenze affaristico-antropologiche. E la tensione e la vergogna - c'è da giurarci - resteranno alte.
 

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