È sano ma vuole essere ricoverato, aggredito medico che si rifiuta di tenerlo in ospedale a Civitavecchia

Civitavecchia, è sano ma vuole essere ricoverato: aggredito medico che si rifiuta di tenerlo in ospedale
Civitavecchia, è sano ma vuole essere ricoverato: aggredito medico che si rifiuta di tenerlo in ospedale
Domenica 28 Agosto 2022, 13:36 - Ultimo agg. 16:47
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Pretendeva di essere ricoverato, pur non avendo patologie, e per questo ha aggredito e schiaffeggiato un medico del pronto soccorso dell'ospedale "San Paolo" di Civitavecchia.

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Aggressione al pronto soccorso

L'aggressore, un ragazzo italiano di 24 anni, si è presentato al nosocomio e al rifiuto dei medici di ricoverarlo ha aggredito un medico di 54 anni con spinte e schiaffi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Civitavecchia che hanno identificato e denunciato il giovane per violenza a pubblico ufficiale. Sull'aggressione il medico ha presentato anche una querela in caserma.

La solidarietà della Regione

Basta aggressioni ai medici, giù le mani dai camici bianchi. Ora basta, chiederò un incontro al Prefetto per contrastare queste aggressioni e sosterremo la Asl come parte civile nella denuncia per violenza. Non c'è giustificazione alcuna di fronte alle aggressioni queste persone violente non meritano alcuna indulgenza». Lo dichiara l'Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato.

«Ennesimo episodio»

«È con profonda amarezza e preoccupazione che la Asl Roma 4 comunica un nuovo, ennesimo episodio di aggressione verificatosi nel pomeriggio del 27 agosto al Ps dell'Ospedale San Paolo di Civitavecchia, per la precisione il 15 esimo dall'inizio dell'anno, ed il secondo nelle ultime due settimane. Questa volta purtroppo la violenza non è stata solo verbale ma anche fisica, ed il nostro medico in servizio al Ps, uno dei più esperti peraltro, ha ricevuto un pugno in pieno volto». Lo comunica la direttrice Generale della Asl Roma4, Cirstina Matranga. «Nemmeno la postazione fissa di un vigilantes in Ps è evidentemente riuscita a scoraggiare le aggressioni, che si susseguono con frequenza allarmante. Proprio in questi giorni la direzione aziendale sta affrontando il fenomeno, mettendo in campo anche progetti e soluzioni logistiche che possano prevenire ed evitare le aggressioni, e ciò lo si sta facendo anche ascoltando gli utenti che ci contattano sui canali social - spiega la Dg - . Questi però sono episodi che non possono trovare alcuna giustificazione, che minano la tranquillità degli operatori, la qualità delle prestazioni e dunque anche la salute stessa degli assistiti, oltre che colpire una delle categorie più provate dal Covid, rendendo ancora più ardua se non drammatica la vita di chi lavora in Pronto soccorso e che, nonostante tutto, continua ad accogliere ed a curare», ribadisce Matranga, annunciando poi che «la direzione aziendale sarà ferma nel denunciare il grave episodio anche nelle sedi giudiziarie, e si costituirà parte civile. Il fenomeno richiede e riceverà la massima attenzione ed allerta. Ancora una volta l'intera comunità aziendale si stringe attorno alle vittime di questo gravissimo gesto. Un sentito ringraziamento va anche alle forze dell'ordine per il tempestivo intervento che ha portato all'immediato arresto dell'aggressore», conclude.

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