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Monterotondo, donna denuncia: «Sono saliti in auto e mi hanno violentata»

Sabato 18 Giugno 2022 di Elena Ceravolo e Alessia Marani
Monterotondo, donna denuncia: «Sono saliti in auto e mi hanno violentata»

Sarebbe stata agganciata per strada da due nordafricani, costretta a farli salire sulla sua auto ferma nel traffico sotto la minaccia di un coltello, quindi portata in uno spiazzo isolato e violentata. Il racconto dell’orrore, la donna, una quarantenne di Guidonia, l’ha reso punto per punto in una denuncia presentata ai carabinieri di Monterotondo

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La ricostruzione

Il fattaccio sarebbe accaduto nella mattinata di giovedì mentre la quarantenne percorreva in auto la via Nomentana tra Colleverde di Guidonia e Fonte Nuova, all’altezza di via Monte Bianco. Un itinerario di routine che, però, improvvisamente per lei si sarebbe trasformato nel peggiore degli incubi. «Mentre ero tra Fonte Nuova e Tor Lupara - ha spiegato - due stranieri mi hanno bloccata in auto, uno di loro mi ha puntato un grosso coltello sotto la gola, mentre entrambi, dopo avere aperto le portiere, sono saliti dentro. A quel punto, sempre sotto la minaccia della lama, mi hanno obbligata a deviare per una serie di strade secondarie fino ad arrivare nei pressi del campo di calcio di Tor Lupara e qui hanno abusato di me». Sul posto avrebbe poi chiamato l’ambulanza che l’ha portata in ospedale, al policlinico Casilino di Roma, per le cure del caso. Sulla versione resa sono in corso verifiche.

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Terrorizzati

Uno choc enorme quello patito. La quarantenne si sarebbe recata in compagnia del marito, ieri, nella cittadina sede della compagnia locale dell’Arma competente per territorio per sporgere formale denuncia. E il suo racconto è ora al vaglio degli investigatori in cerca dei necessari riscontri oggettivi per ricostruire la vicenda che ha dei contorni inquietanti. Secondo quanto riferito, la donna sarebbe stata costretta a raggiungere via Vincenzo Gioberti, a Tor Lupara, ai piedi dello stadio comunale “Mammoliti”. Del caso è stata informata anche la Procura di Tivoli. 
Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’accaduto anche se la notizia si era già diffusa nella stessa serata di mercoledì su una chat Whatsapp dei genitori della scuola che frequentano i figli della vittima.

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Le verifiche

Quanto trapelato, infatti, è bastato per creare allarme e preoccupazione nelle famiglie terrorizzate al solo pensiero che si possano aggirare nella zona due uomini estremamente pericolosi, pronti ad assumersi il rischio di agire con sfrontatezza in pieno giorno, di mattina, in mezzo alla strada in un punto solitamente molto trafficato a quell’ora. Motivo per cui gli investigatori stanno vagliando con attenzione ogni elemento indicato dalla donna nella denuncia non tralasciando alcun particolare, anche per essere certi che non si tratti di un allarme infondato e assicurare, nel contempo, alla giustizia i responsabili. I carabinieri stanno acquisendo il referto ospedaliero e verificando anche attraverso l’esame delle telecamere pubbliche e private disseminate lungo il tragitto e attorno allo stadio le varie fasi del racconto.

Ultimo aggiornamento: 07:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA