Morto Dario Fo, da Grillo a Saviano
tutti i messaggi di cordoglio

ARTICOLI CORRELATI
Pubblichiamo tutti i messaggi di cordoglio che giungono per la morte di Dario Fo.

«Con Dario Fo l'Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l'eredità di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano». Lo dichiara il Presidente del Consiglio Matteo Renzi apprendendo della morte di Dario Fo.

«Ci ha lasciato il Grande Dario Fo. Negli occhi ho ancora la sua gioia mentre descriveva ogni suo oggetto all'apertura del Museo Fo di Verona». Così in un tweet il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ricorda il premio Nobel scomparso nella notte a Milano.

«Non c'è intellettuale, poeta, scrittore, drammaturgo, attore cui io sia più legato che a Dario Fo. E gli sono debitore per l'appoggio e la protezione. Dario Fo e Franca Rame non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno e la loro vicinanza. Mi sono stati incondizionatamente vicini. Amici veri, famiglia che, nonostante la mancanza di assiduità, è sempre stata attenta a quello che mi accadeva. Sempre pronta, anche con un semplice sms, a dimostrarmi che non ero solo, che loro due c'erano». Lo scrive Roberto Saviano su Facebook. «L'affetto disinteressato, quello che in cambio non vuole niente, quello fatto di poche parole, è quanto di più prezioso si possa incontrare nella vita - aggiunge -. Il dolore che provo ora è grande e smisurata è la riconoscenza verso un genio vero, non solo del teatro e della letteratura, ma soprattutto della vita». Nel post lo scrittore di Gomorra allega alcune foto, che immortalano un quadro che Dario Fo dipinse per lui. «Mi ci riconosco - scrive -. Mi ha ritratto pensoso, ma immerso nei colori e... senza scorta».

«Oggi se ne è andato Dario Fo. Lo ricordiamo con il suo intervento dal palco di piazza Duomo il 19 febbraio 2013, quando ci disse con la sua potente voce: "Fatelo voi!". Sarai sempre con noi Dario». Lo scrive Beppe Grillo, ricordando sul suo blog la figura del premio Nobel per la letteratura, scomparso stamane all'età di 90 anni, del quale il leader del M5S pubblica il saluto fatto ai militanti in una manifestazione del Movimento a Milano.
«Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra, l'ultima guerra mondiale. Ci fu una festa come questa e c'era tanta gente come siete voi: felici, pieni di gioia e, non dico speranza, la speranza lasciamola a parte, ma di certezza che si sarebbe rovesciato tutto e non ci siamo riusciti. Fatelo voi per favore, fatelo voi! Ribaltate tutto per favore», aveva detto Fo alla piazza. «Io - aggiunse - mi ricordo che in quell'occasione c'erano quattro contadini che sono arrivati qua con altri contadini e portavano sei piante. E le hanno piantate una qua una là una là una là... Le piante erano il segno del 'si ricomincià. Vorrei che anche questa sera ci fosse quelle piante piantate per dire »Si ricomincia da capo!».

«La vita è una meravigliosa occasione fugace da acciuffare al volo tuffandosi dentro in allegra libertà»: con queste parole di Dario Fo, il deputato M5s Roberto Fico ricorda la scomparsa del premio Nobel sui social. E lo saluta: «Ciao Dario, ciao grande Maestro. È stato un onore conoscerti. Grazie di tutto»

Nel giorno della morte di Dario Fo, Ambra Angiolini ricorda che erano insieme, sulla stessa automobile, registrando il programma tv Rai Milano-Roma:  «Era un uomo fantastico, ci siamo sentiti per anni. Lui ha avuto una vita così piena, di talento, arte, sentimenti, passioni e battaglie, che è quasi impossibile pensare non ci sia più. Lui però forse è dove voleva stare: questi ultimi anni ha vissuto in sottrazione, lui e Franca erano un nome solo e senza la Rame per Dario è stato tutto più difficile e triste. Io ho avuto la fortuna di vederli insieme: solo mio padre e mia madre nella mia vita mi sono apparsi come loro. Due corpi e un'anima».

«Addio a Dario Fo, un grande artista e un grande italiano. Ricordo con affetto le serate napoletane attorno ad una pizza. Riposi in pace, assieme con Franca». Così, sui social network, Antonio Bassolino ricorda Dario Fo.

Con Dario Fo scompare l'ultimo giullare, il teatro è vuoto». Lo dice Maurizio Scaparro, commentando la scomparsa del premio nobel oggi a Milano. «Eravamo molto amici - dice il regista - e ci eravamo visti recentemente per i funerali di Giorgio Albertazzi. Il nostro però era un rapporto antico, da quando ero ragazzo critico dell'Avanti, e feci una grande battaglia perchè fosse eliminata la censura in tv che lo aveva colpito. Poi, negli anni successivi era venuto alla Biennale a Venezia, aveva tenuto delle bellissime lezioni sulla commedia dell'arte all'Argentina. Ecco ma quello che vorrei dire è che ora, con la scomparsa, viene a mancare non solo in Italia ma in Europa un riferimento alla satira. Di questo tipo di teatro, che è assolutamente fondamentale, lui era il più alto esponente, forse in Italia l'unico, ed invece perchè il teatro abbia una sua funzione deve avere questo lato di rottura, deve mettere a nudo il re come Fo sapeva fare magistralmente. Ora manca il suo ruolo nella satira politica, la funzione del giullare che non c'è».

«Con la scomparsa di Dario Fo, scompare un protagonista indiscusso dell'arte e della cultura del nostro Paese, che ha sempre considerato il riso come qualcosa di sacro, intravedendo anche nella risata di un bambino l'inizio di una festa». Ad affermarlo in una nota è Gigi Bonfanti, segretario generale della Fnp Cisl, alla notizia della morte del grande artista. «Ci uniamo alla famiglia in questo momento di dolore - conclude Bonfanti - conservando il grande insegnamento che Fo ci lascia: quello di un artista libero che, con la sua genialità, ci ha fatto ridere in modo intelligente».

«Trovare una dimensione a Dario Fo nel salutarlo è impossibile: autore, scrittore, attore, cantante, poeta, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997. L'Inter ricorda così in una nota sul sito ufficiale, Dario Fo, scomparso oggi all'età di 90 anni. «Lo ricordiamo semplicemente come un grandissimo italiano e siamo orgogliosi di omaggiarlo da interisti», spiega il club nerazzurro, omaggiando il Premio Nobel, grande tifoso dell'Inter.

«Conosceva l'Umbria nella sua intima identità, nella sua immensa spiritualità, nello splendore dell'architettura medioevale. E l'ha amata come fosse la sua terra. Per questo gli dobbiamo essere grati e dirgli grazie. E non soltanto perché qui, in questa terra, ad Alcatraz, nelle campagne di Gubbio, ha vissuto, lavorato con l'indimenticabile compagna della sua vita e grande artista Franca Rame, e con il figlio Jacopo»: la presidente della Regione Catiuscia Marini ricorda così il premio Nobel scomparso oggi. Lo fa esprimendo il suo più profondo cordoglio, anche a nome di tutta la Giunta regionale, e inviando anche un «affettuoso abbraccio» a suo figlio Jacopo. «Il legame di Dario Fo con l'Umbria - scrive la presidente in una nota - era antico e molto stretto. Un legame che ha pervaso, e influenzato, tantissimo della sua ricerca e opera teatrale e letteraria. Ogni opera di Dario Fo, infatti, fino alla bellissima messa in scena dello spettacolo Lu santu jullare Francesco, era intrisa della spiritualità della nostra terra. Ma anche della sua cultura, della sua storia urbanistica, delle sue Chiese e Cattedrali, della pittura, da Giotto a Cimabue, dell'antica lingua umbra che Dario Fo aveva scelto per narrare, per denunciare, attraverso la vita di Francesco, o quella di Jacopone da Todi - sottolinea Marini -, le brutalità di una società contemporanea che spesso piega ai suoi interessi la vita dei cittadini».

«Addio a #DarioFo. Un grande artista». Lo scrive su twitter, postando una foto del premio Nobel, il sindaco di Firenze Dario Nardella.

«Dario Fo è stato uno straordinario uomo di teatro, un innovatore, un uomo di televisione, censurato dalla tv ai suoi albori, un combattente civile una personalità della sinistra. Ha schierato se stesso in tante battaglie di civiltà in modo coraggioso». Lo dice Walter Veltroni. «L'avevo sentito - sostiene - l'ultima volta per i suoi 90 anni. La notizia della sua morte suscita grande dolore e ho l'impressione che alla fine di questo 2016 l'Italia sia un paese più debole con le perdite di persone come Ettore Scola, di Dario Fo, di un uomo come Carlo Azeglio Ciampi. Un Paese che ha perduto alcune delle figure di riferimento in tanti campi. »Dario ha insegnato a tutti la bellezza della coscienza critica, del dubbio, della volontà di non accettare le verità rivelate, ha avuto il coraggio di cambiare anche il linguaggio. Ha saputo intrecciare cultura e impegno civile senza che la prima sia schiacciata dal secondo«. »Ho ritrovato tempo fa, rimettendo a posto delle carte, molti biglietti suoi e di Franca Rame di qualche anno fa, ci ho ritrovato i segni di un rapporto che, anche nei momenti di contrasto, è sempre stato di affetto e stima«, conclude Veltroni.
«Si è spenta una voce critica che è stata da stimolo per l'attenzione verso gli ultimi e le periferie della storia. La preghiera che possa incontrare l'amore pieno». Così una nota del custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti diffusa dal direttore della sala stampa, padre Enzo Fortunato che ricorda: « Dario Fo è sempre stato legato da affetto e ammirazione per il Santo di Assisi, lo testimoniano alcuni suoi scritti come la poesia per il Santo 'Il dono della Pacè e il racconto "La leggenda della fonte tiepida"».

«Con Dario Fo abbiamo perso una parte di noi. E mai come questa volta è difficile 'stare allegrì...». Lo scrive su Twitter Fabio Fazio.

«Addio a #DarioFo, artista poliedrico ammirato dal mondo intero». Così, su Twitter, il deputato Pd e segretario regionale Pd Calabria Ernesto Magorno, ricorda Dario Fo.

«Oggi è morto il più allegro premio Nobel della letteratura di ogni tempo. Al posto di una lacrima gli si deve un sorriso». Così Erri De Luca ricorda Dario Fo su Twitter.


«La figura intellettuale e artistica di Dario Fo è stata straordinaria e unica nel suo genere. Sempre connessa all'impegno civile. Con un legame stretto tra innovazione e tradizione». Lo afferma il deputato del Pd, componente della commissione Cultura, Roberto Rampi. «La poliedricità tra le diverse forme artistiche: pittura, musica, teatro, scrittura da un lato e la relazione tra fisicità e scrittura che supera la dimensione solo teorica del testo artistico aprendo a una nuova dimensione in cui la corporeità, l'incarnazione e l'interpretazione, l'improvvisazione sono centrali. Queste e altre ragioni - conclude Rampi - fanno di Dario Fo una delle figure più grandi dell'arte italiana del novecento».

«È morto Dario Fo, bravo artista. Per lui io e i leghisti eravamo razzisti, egoisti, ignoranti? Acqua passata, nessun rancore, doppia preghiera». Lo scrive in un tweet il segretario federale della Lega, Matteo Salvini.

«Con Dario Fo perdiamo non solo uno dei più grandi esponenti della cultura italiana, del teatro, dell'arte, un Nobel, un drammaturgo ed un attore straordinario. Perdiamo un compagno, un uomo che da sempre, con Franca Rame, scelse coraggiosamente e coerentemente di stare dalla parte degli oppressi, contro ogni censura, di irridere sempre il potere, senza mai rimanerne affascinato. Un saluto a pugno chiuso, che la terra ti sia lieve». Così Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

La vita «una meravigliosa occasione fugace da acciuffare al volo tuffandosi dentro in allegra libertà». Con le parole del Premio Nobel alla Letteratura Dario Fo, morto oggi, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina partecipa al lutto. Ciao #DarioFo, scrive su Twitter il ministro.

«Ci hai fatto amare, emozionare, riflettere e ci hai insegnato che le idee possono essere il più prezioso dei doni. Ci mancherai. Ciao Dario». Così in un tweet la sindaca di Torino, Chiara Appendino commenta la scomparsa di Dario Fo.

«Quando muore una persona, ovviamente, cordoglio. Però, nessuna ipocrisia. Dario Fo non mi era mai piaciuto, l'ho considerato sempre un uomo violentemente di parte, un uomo che violentemente ha diviso il Paese». Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a «Radio Anch'io», su Radio Uno. «Ricordo a tutti le polemiche che ci furono quando gli venne assegnato il Nobel. Nessuna ipocrisia, io non sono un ipocrita. Nei miei confronti si è espresso in maniera razzista, facendo riferimento alla mia altezza, per esempio. E questo lo dico con grande amarezza e con grande dolore. Penso che un premio Nobel, un grande uomo come viene descritto non doveva far polemiche con avversari politici usando questi strumenti o questi schemi mentali. Io dico pace all'anima sua, onore a Dario Fo che è morto, perché sono diverso da lui e sono diverso dalla sua cultura», conclude.

«Con Dario Fo se ne va uno degli ultimi grandi interpreti della commedia dell'arte, un uomo libero che ha dato lustro al nostro Paese con la sua magistrale arte e importanti riconoscimenti come il Premio Nobel. Lo ricorderemo sempre con piacere». Così in una nota Laura Bianconi, presidente dei Senatori di Area Popolare Ncd-Udc commenta la morte del celebre drammaturgo.

«Con la morte di Dario Fo scompaiono uno scrittore, un drammaturgo, un regista, un attore, uno scenografo un attivista politico e un pittore. Dario Fo era un artista totale, capace di padroneggiare tutti i linguaggi e di essere dirompente in ogni palcoscenico da lui calcato, dai più grandi teatri alle dirette televisive». Così il presidente Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, all'annuncio della scomparsa del Nobel italiano. «Nella sua opera, e nella sua vita - ha rimarcato Chiamparino - arte e politica si sono fuse in una continua e allegra sfida a convenzioni e falso moralismo».

Dario Fo è stato «un personaggio straordinario che ha attraversato il '900 e questo pezzo di secolo con un atteggiamento di critica intelligente e sarcastica, ma positiva al potere costituito». È un lungo ricordo affettuoso quello che l'architetto Stefano Boeri, l'ideatore del "Bosco verticale". «Si dice spesso che il modo con cui si lascia la terra è emblematico del modo con cui la si è abitata. Dario Fo ci ha lasciato in piena attività». Boeri ha un ricordo personale «bellissimo», come lui stesso lo definisce, di Fo. «Quando ero assessore alla Cultura, con lui, abbiamo fatto una grande mostra delle sue opere a Palazzo Reale. Iniziativa all'inizio fu molto criticata perché Fo non era esattamente un pittore. Ma la cosa straordinaria di Fo è che le sue opere erano dei modi per attirare il suo mondo che era più ricco della pittura. Quindi Palazzo Reale -racconta Boeri- diventò per tre mesi un teatro, un cinema. Arrivò Adriano Celentano, Jannacci, i suoi amici naturalmente del mondo della cultura, dell'arte, della politica. Dario Fo era anche questo, uno straordinario connettore di percorsi di vita, di personalità, di idee». Per Stefano Boeri «perdiamo molto: non c'è nessuno che abbia saputo fare satira al potere con la gioia crudele che aveva e credo che anche la sua adesione politica, al Movimento 5 stelle ultimamente, vada letta in questa luce. Avremmo bisogno di Dario Fo, avremmo bisogno di quel tipo di atteggiamento, di quel sarcasmo a volte molto duro. È una forma di critica positiva al potere costituito».

«Si spegne una voce altissima del nostro tempo, riconosciuta da tutto il mondo per l'originalità, l'intelligenza, il talento artistico, la passione civile». Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, commentando la notizia della scomparsa di Dario Fo. «Milano - aggiunge Del Corno - è profondamente colpita e addolorata dalla perdita di Dario Fo, consapevole di quanto la sua vita abbia saputo testimoniare la libertà in tutte le sue forme e contribuito a formare la coscienza critica di ognuno di noi, consegnando alla storia uno dei protagonisti del Novecento italiano».

«Con la scomparsa di Dario Fo Milano e la Lombardia, oltre che il Paese, dicono addio non solo a una indiscutibile figura di spicco del panorama culturale internazionale, ma anche a un grande cultore e divulgatore delle lingue locali». Così in una nota il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e l'assessore regionale alle Culture Cristina Cappellini.

«La scomparsa di Dario Fo colpisce profondamente l'intero Paese. Dario era un uomo di parte. Un militante appassionato della sinistra che, pur senza mai dimenticare la sua appartenenza, ha creato opere che sono patrimonio di tutta la cultura italiana e del mondo intero. Perdiamo un artista a tutto tondo. Un giullare sì, ma mai di Corte». Lo dichiara la senatrice Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra Italiana e presidente del Gruppo Misto.
«A nome mio, dei senatori di Sinistra Italiana e dell'intero gruppo Misto ci stringiamo intorno al figlio di Dario, Jacopo Fo, e all'intera famiglia», conclude De Pertris.

«Da oggi Dario Fo conosce anche il mistero più buffo che ci sia. La sua scomparsa è una grave perdita per la cultura italiana. Si potevano condividere o non condividere le sue idee, ma è indubitabile che sia stato un personaggio di spicco dell'universo teatrale, tradotto e rappresentato in tutto il mondo. Formulo le mie condoglianze ai suoi familiari». Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani.

«Oggi è un giorno triste per l'Italia: se n'è andato un artista geniale, eclettico e innovativo. Dario Fo ha saputo incantare diverse generazioni con un grande talento messo al servizio della cultura e del senso civico». Così il senatore del Pd Vannino Chiti, presidente della commissione Politiche dell'Unione europea.
«La sua arte - aggiunge Chiti - avvicinava le persone comuni ai temi di interesse collettivo, alla politica. Con la derisione del potere o con l'adesione a grandi battaglie di civiltà, Fo non ha mai dimenticato il dovere di coinvolgere i cittadini nell'impegno per il progresso di tutti. Anche negli ultimi anni, pur essendosi avvicinato a un movimento politico lontano dalle mie idee, ho visto nel suo impegno il desiderio di fare qualcosa per migliorare il futuro dell'Italia».

 «Non condividevo le sue idee politiche, ma non posso non riconoscere che, con la scomparsa di Dario Fo, Milano perde un pezzo della sua storia recente e della sua cultura». Lo dice Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord. «Magari divideva l'opinione pubblica con alcune sue prese di posizione discutibili, ma è stato un artista che ha reso onore alla sua terra, la Lombardia, alla sua cultura e alla sua lingua, e che ha accompagnato diverse generazione con i suoi spettacoli». «Salutiamo Dario Fo, un lombardo che ha reso omaggio alla sua terra e ai suoi dialetti con la sua arte. A prescindere dalle sue idee politiche», conclude l'esponente della Lega.

«La morte di Dario Fo priva il Paese di una grande voce critica, una guida civile e spirituale. Ma priva pure il M5S di un punto di riferimento fondamentale, un compagno di viaggio allegro, geniale e profondo. Esprimiamo il nostro cordoglio più sentito per la scomparsa del premio Nobel e la nostra vicinanza al figlio Jacopo e a tutti coloro che, come noi, volevano tanto bene al grande maestro». Lo dice in una nota il gruppo parlamentare del M5S.

«Dario Fo ha portato il talento e la genialità italiana ben oltre i confini del nostro paese, con il grande pregio che rimase sempre puro e fedele ai suoi principi. Esprimo il più profondo cordoglio ai familiari per una perdita tanto dolorosa per tutti». Così in una nota il deputato di Area popolare Gianni Sammarco.

«Un genio del teatro. La scomparsa di Dario Fo ci priva di un grande interprete della scena italiana, scrittore e drammaturgo, attore e regista, pittore, attivista politico. Premio Nobel per la letteratura, Fo ha dato lustro al nostro Paese nel mondo. Poliedrico ed acuto, ammirato insieme alla moglie Franca Rame per le sue straordinarie qualità artistiche e per la sua passione civile, lascia un profondo vuoto. Siamo vicini al figlio Jacopo e ai suoi familiari». Così in una nota la senatrice del Pd Francesca Puglisi, capogruppo in Commissione Cultura a Palazzo Madama, alla notizia della scomparsa di Dario Fo.

«La scomparsa di Dario Fo lascia un vuoto incolmabile. Ci ha regalato un'emozione indescrivibile, insieme a una grandissima responsabilità, nel febbraio 2013 nella campagna elettorale per le regionali e le politiche, quando ci ha chiesto di cambiare le cose con un 'Fatelo voi!' che rimane il faro della nostra attività». Lo scrive in una nota Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5s Lombardia, commentando la scomparsa di Dario Fo. E conclude: «Ci mancherà la sua lucidità di uomo libero nello sferzare la politica di oggi. Ciao Dario».
Giovedì 13 Ottobre 2016, 11:04 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2016 12:28
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP