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Il novantenne sfrattato ottiene la casa popolare, poi cade e muore in ospedale: addio a Marco

Lunedì 16 Maggio 2022 di Tito Di Persio
Il novantenne sfrattato ottiene la casa popolare, poi cade e muore in ospedale: addio a Marco

Marco Gianciotta è morto poco dopo l’assegnazione da parte del comune di Roseto, in provincia di Teramo, della sua nuova casa. Aveva appena compiuto 92 anni. Dall'agio, con una vita piena di amici e interessi, laureato in Lettere e Filosofia, senza mai abbandonare libri e sapere e molto attivo nella vita politica e sociale rosetana, al suo funerale erano presenti solo cinque persone. E’ deceduto povero e in solitudine. Davvero una storia triste per un uomo così brillante. Stando a quello che hanno raccontato alcuni amici di vecchia data del 92enne al suo legale, «il declino di Marco è iniziato dopo la morte della sorella. E’ stato avvicinato da alcuni rosetani, che lo hanno convinto a vendere delle proprietà e hanno fatto transitare i soldi nel loro conto corrente». Ma non è finita qui. Sempre stando al loro racconto, poi verificato dal tutore e amministratore, l'avvocato Giampaolo Fagotti, e consegnato con una relazionale dettagliata al Tribunale di Teramo (giudice tutelare Francesca Bellomo), uno di loro «si era addirittura fatto cointestare il suo conto corrente bancario, facendo consistenti prelievi, fino a lasciarlo senza più un euro». Sul caso è stato aperto un fascicolo.

Sfrattato a 90 anni, cade e batte la testa prima di entrare nella nuova casa

Circa un anno fa, con una serie di fragilità (patologie psico-fisiche importanti) Marco è stato sfrattato dal suo appartamento perché il titolare dell’intero stabile, aveva aderito al superbonus del 110 per cento. La nuova amministrazione di Roseto gli aveva assegnato un alloggio, poi bloccato dalla Regione Abruzzo. Dopo tante battaglie il suo tutore, è riuscito a fargli ottenere quella casa che tanto desiderava e di cui aveva diritto dopo che l'anziano, con stato di salute cagionevole, aveva vissuto per un periodo in mezzo alla polvere, pezzi di mattone, calcinacci e il rumore assordante dei martelli pneumatici perché i lavori erano iniziati. La scoperta era stata fatta alle assistenti sociali che erano andate a trovarlo a casa e lo trovarono a terra privo di sensi. L’anziano nella caduta aveva riportato un ematoma alla testa non operabile per via del suo quadro clinico. Era rimasto ricoverato per oltre un mese. Finalmente le dimissioni e l’ingresso nella nuova casa. Ma dopo una decina di giorni, circa una settimana fa, doveva tornare in ospedale per una visita di controllo. I medici durante gli esami si sono accorti che aveva  problemi ai polmoni e viene sottoposto a cure in attesa di decidere quando operarlo. Purtroppo nella notte di venerdì, una crisi respiratoria lo ha ucciso. «Marco aveva espresso il desiderio di essere cremato, ma non ho trovato nessun documento che lo attesti. Momentaneamente è stato inumato al cimitero di Roseto, - dice il suo avvocato – sono alla ricerca della moglie, perché legalmente è ancora sposato con una brasiliana che vive a Giulianova».

Ultimo aggiornamento: 21:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA