Angelo Izzo, il mostro del Circeo parla dal carcere: «Ci sono cose che non ho confessato»

Martedì 26 Novembre 2019

Il mostro del Circeo Angelo Izzo non rinnega nulla della sua vita, nemmeno i delitti. Ha parecchie cose «di cui farsi perdonare», dice all'Adnkronos dal carcere di Velletri (Roma) compresi quei deliri di onnipotenza che lo hanno reso tristemente famoso. Pentito, conoscitore - a suo dire - dei segreti delle stragi (da piazza Fontana alla bomba di Bologna) degli omicidi Pecorelli, dei ragazzi di sinistra Fausto e Iaio, addirittura di Piersanti Mattarella a Palermo.

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Non sempre alle sue dichiarazioni si sono trovati riscontri. A un certo punto, quando nel 2004 venne rimesso in libertà, ammazzò madre e figlia di un ex affiliato alla Sacra Corona Unita per quello che passò alle cronache come il massacro di Ferrazzano, provincia di Campobasso. La sua ultima «trovata» è stata auto accusarsi dello stupro di Rossella Corazzin, la 17enne scomparsa 43 anni fa in Umbria, ma lui non si voleva toglier alcun peso, «semplicemente - scrive - volevo confessare alcuni dei fatti ai quali ho partecipato nell'ambito di una ricostruzione, chiamiamola storico-giudiziaria». E non è l'unico delitto non confessato. Ci sono «parecchie cose - conferma Izzo - ma sinceramente sono stanco di avere a che fare con investigatori ai quali dovrei fornire io le prove, oltretutto in gran parte si tratta di episodi datati». 

 

Ultimo aggiornamento: 20:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA