Nardò, dopo la bomba carta l'attentato in giardino: nel mirino una coppia

Domenica 10 Ottobre 2021
I poliziotti del commissariato di Nardò

Attentato incendiario attorno alle 4.30 di questa notte al giardino di una coppia residente a Nardò in via XXV Luglio. Si tratta della stessa abitazione colpita da una bomba carta nel primo pomeriggio del 9 settembre scorso. Le indagini dei poliziotti del commissariato di Nardò escludono che l'obiettivo siano i coniugi, lui operaio di 63 anni e lei collaboratrice scolastica di 59 anni. Come è stata anche vagliata ed esclusa la pista politica della candidatura di una loro parente in una delle liste che ha sostenuto il sindaco Pippi Mellone appena rieletto con il 72 per cento dei voti, un plebiscito nel Salento.

L'attentato

Le fiamme sono divampate a causa della benzina sparsa nel giardino sul retro dell'abitazione, causando danni anche ai muri. Sono intervenuti i vigili del fuoco con i poliziotti del commissariato che, alla luce della presenza di tracce di benzina, non hanno avuto dubbi sull'orgine dolosa.  Al vaglio gli impianti di videsorveglianza della strada su cui affaccia il giardino e quelli delle vie vicine.

Il precedente 

Il 9 settembre un forte boato aveva squarciato il silenzio. Poi la scoperta. I vetri in frantumi, segno tangibile dell’obiettivo scelto per colpire.  Un ordigno artigianale simile ad una bomba carta era stato piazzato e fatto esplodere da ignoti in corrispondenza dell’abitazione della stessa famiglia, in quel momento fuori casa, situata tra via Raho, non distante dall’omonimo parco, e il prolungamento di via XXV Luglio che conduce all’uscita del paese. Il forte boato era stato udito chiaramente nell’isolato e anche a distanza di metri, poco prima delle 15. La deflagrazione aveva mandato in frantumi una finestra e danneggiato la porta a vetri posta sul lato posteriore della casa, in quel momento deserta, senza fortunatamente colpire né auto di passaggio né persone.

Le indagini 

 Gli investigatori stanno scavando - come atto dovuto - anche nella  vita privata e lavorativa dei due figli dei coniugi, alla ricerca di un eventuale movente che possa aver spinto qualcuno ad agire contro di loro con un atto intimidatorio mirato a lanciare un preciso messaggio.
 

Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre, 09:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA