Natale, nuovo Dpcm. Shopping prima delle Feste e poi lo stop alla mobilità tra Comuni

Sabato 21 Novembre 2020 di Alberto Gentili e Francesco Malfetano
Natale Covid, shopping prima delle Feste e poi l’idea di bloccare la mobilità tra Comuni

La parola d’ordine è sempre la stessa: «E’ tutto prematuro, nulla è ancora deciso per il Natale». Eppure, nonostante i primi segnali che arrivano dal fronte, con un’epidemia meno feroce, nel governo sta prendendo forza l’idea di un dicembre in due fasi. Prima un allentamento delle misure, con il Dpcm, del 3 dicembre, per permettere la ripresa dei consumi e consentire lo shopping natalizio. Un modo per ridurre anche l’importo dei “ristori” alla categorie colpite dalle chiusure. E poi a ridosso di Natale, probabilmente sabato 19 dicembre, una nuova stretta fino al 10 gennaio. Epifania compresa.

«Non c’è infatti nulla di più pericoloso delle cene e dei pranzi in famiglia, delle tombolate, dove basta un solo positivo per contagiare quindici-venti persone», spiega un ministro che segue il dossier, «ormai è chiaro da tempo: l’80% dei contagi avviene in famiglia. E non ci possiamo permettere di concedere misure lasche per le Feste: a gennaio sarebbe il patatrac, il disastro. Scatterebbe la terza ondata dell’epidemia, con una nuova impennata di morti. Finché non avremo il vaccino non saremo al sicuro».

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Insomma, il governo ha messo a fuoco che «la fase più delicata è quella che va dalla Vigilia all’Epifania». E si tratta di scelte che l’esecutivo si appresta a fare con «l’amaro in bocca». E che «non sono state ancora discusse nel dettaglio, né approfondite e tantomeno ratificate». Ma l’orientamento è quello di un Natale blindato. Con la cena della Vigilia riservata «ai parenti più stretti». Probabilmente ai soli conviventi. Copione e restrizioni ripetute, «purtroppo» per il pranzo di Natale, Santo Stefano, la festa della Befana. E per tutti i giorni di vacanza che andranno da sabato 19 (la stretta potrebbe scattare anche il 23, ma si teme che nel week-end precedente le famiglie anticipino gli incontri natalizi) a domenica 10 gennaio.

Nei prossimi giorni si studieranno le modalità: ad esempio c’è da stabilire se i Dpcm saranno 2 o uno solo (quello del 3 dicembre). Ma siccome è già chiaro che il governo non vuole abbandonare lo schema delle 3 fasce («ha funzionato»), e visto che a ridosso del Natale probabilmente quasi tutta Italia sarà “gialla”, l’ipotesi che sta prendendo corpo è di inserire tra le regole della fascia gialla il divieto di uscire dal proprio Comune di residenza durante le Feste. E di confermare il coprifuoco alle 22. «Così riusciremo a impedire le riunioni tra più nuclei familiari, dove la probabilità dei contagi è più alta. Divisioni nel governo? No, tutti sono prudenti, tutti temono la terza ondata...».

Diverso il discorso per negozi, centri commerciali e ristoranti, ritenuti «meno pericolosi» delle riunioni in casa. Per questi settori dopo il 3 dicembre ci sarà un allentamento della stretta, con orari prolungati. E forse un coprifuoco addolcito, portato alle 23 se non alla mezzanotte fino al 19 o 23 dicembre.

Anche se si inizia a pensare a qualche allentamento però, come chiarito ieri dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro presentando i dati settimanali: «Non dobbiamo cantar vittoria». Per quanto l’Rt nazionale sia a 1,18 e sotto l’1 in Molise, Lazio, Liguria e Sardegna, non si è al punto di allentare. «Si è aperto uno spiraglio ma bisogna non rifare gli stessi errori dell’estate», ha chiarito la cabina di regia. Tant’è che non ci saranno retrocessioni tra Regioni arancioni e rosse (anzi si aggiungerà l’Abruzzo). A testimoniare il tutto anche i dati del giorno che, pur con 12.109 test in meno rispetto a giovedì, segnano un incremento dei contagi (+37.242) del 2,8%. Non solo, sono aumentati anche decessi (+699, +1,4%) e positivi (+15.505, +2%), spingendo il tasso di positività al 15,6% (contro il 14,4% dell’ultima rilevazione).
 

 

Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 00:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA