Nicola Tanturli, verifiche sui genitori: il fratello era sparito come lui

Venerdì 25 Giugno 2021 di Giuseppe Scarpa
Nicola Tanturli, verifiche sui genitori: il fratello era sparito come lui

Lo ritrovarono i vicini. Gironzolava da solo a un paio di chilometri da casa. Sempre un piccolo Tanturli. Sempre tra boschi e campagne dell'appennino toscano che abbraccia Palazzuolo sul Senio. Il copione è simile a quello che ha tenuto con il fiato sospeso tutta l'Italia sino a mercoledì. Quando Nicola, due anni, è stato trovato dopo 31 ore. L'epilogo favorevole era andato in scena anche l'anno scorso. Il fratellino maggiore, che all'epoca aveva tre anni, incappò nel dirimpettaio mentre passeggiava. Fu un ritrovamento lampo. Nessuna mobilitazione di forze dell'ordine, nessun elicottero o drone decollato, nessun cane molecolare sguinzagliato tra le valli dell'alto Mugello. Finì tutto bene e subito. 

Eppure questo caso, sommato a quello di Nicola, le cui ricerche, al contrario, hanno impegnato carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e un intero paese, spingerà i militari dell'Arma a porre altri quesiti ai genitori dei piccoli. A Firenze la procura attende una nuova informativa, più dettagliata rispetto alla prima preliminare che gli investigatori hanno inviato dopo il ritrovamento. Verifiche, insomma, che sono obbligate dopo un doppio episodio, seppure con delle differenze, che è accaduto in appena dodici mesi e che vede come protagonisti due piccini. Gli accertamenti dovrebbero essere trasmessi anche alla procura dei minori per valutare, sotto l'aspetto civilistico, eventualmente, azioni a tutela del minore.

Adesso il silenzio avvolge i boschi della Toscana, riecheggia solo il belato delle capre. Tra le montagne non rimbomba più il nome Nicola, Nicola urlato da più di mille persone. Ora il bimbo, trovato da Giuseppe Di Tommaso, giornalista di Rai 1, è di nuovo nella ex casa colonica, dopo gli accertamenti effettuati per precauzione all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. In pratica si è trattato di dargli tanto da bere e da mangiare, non finiva più di chiedere acqua e cibo il piccolo fuggitivo. «Ha mangiato come un lupo, anzi un lupetto», dicono dal reparto.
Tuttavia, a poco meno due anni, non si può andare in giro per due notti nei boschi fittissimi con roveti, dirupi, calanchi e rocce scivolose nel cuore dell'appennino toscano che resiste alla siccità e non perde nemmeno una tonalità del verde punteggiato dal giallo delle ginestre. Siamo a poca distanza dal paese di Palazzolo a 450 metri sul livello del mare e il caldo torrido di questo periodo ha aiutato Nicola a superare le notti, ma poi poteva accelerarne la disidratazione e la stanchezza. Nel sottobosco sono evidenti i sentieri dei caprioli, ma anche quelli dei cinghiali e sono frequenti gli avvistamenti del lupo, che da queste parti è il vero re. 

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Un paradiso per gli escursionisti a piedi e in bici, anche se non proprio abituali in questo versante della montagna, e per la comunità di alcune famiglie che hanno deciso di abitarvi, tra cui appunto i Tanturli. 

Questi bambini sono soliti seguire i genitori anche nella conduzione delle capre lungo più sentieri che partono dalla sterrata principale e si incrociano per centinaia di ettari. Plausibile che Nicola, con la luna piena, abbia seguito una di queste vie da pastori e poi si sia smarrito, zigzagando tra prati e foresta, forse dormendo al riparo di edifici rurali abbandonati. Il punto del ritrovamento è una scarpata ripida che ha un sentiero percorribile da cui si accede a un vallone e poi a pascoli: potrebbe esser provenuto da là, aver tentato di raggiungere dal basso - anziché caderci - la strada carrabile che corre sopra e che per due giorni è stata molto transitata da veicoli e persone, che anche lui può aver visto. La distanza coperta, almeno 3 km in terreno impervio, è comunque enorme per l'età e le forze fisiche disponibili per un bimbo di 21 mesi. 

 

È certo invece che Nicola abbia camminato indossando scarpe, sandali da bambino, le stesse calzature con cui sarebbe stato messo a dormire verso le 18 - così raccontava il padre Leonardo - del 21 giugno, successivamente ha saputo uscire dalla casa, riuscendo a raggiungere ed aprire la porta. Poi, all'aperto, ha sfruttato l'ultima luce del giorno, peraltro il 21 giugno è quella più lunga dell'anno, quindi si è perso nel buio. 

«C'è stato un momento in cui la sera del 22 giugno tutti temevamo il peggio, poiché nelle ricerche nulla accadeva nonostante l'impegno eccezionale: e cioè pensavamo al pericolo che gli animali selvatici, lupi, cinghiali, avessero fatto qualcosa a Nicola», ha rivelato il presidente della Toscana, Eugenio Giani, alla cerimonia in cui ha consegnato il Pegaso della Regione al sindaco Gian Piero Philip Moschetti, al giornalista Giuseppe Di Tommaso ed al luogotenente dei carabinieri Danilo Ciccarelli, che ha recuperato il piccolo disperso.
 

Ultimo aggiornamento: 18:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA