No Green pass, linea dura del governo per salvare il Natale: tolleranza zero contro cortei non autorizzati

Lunedì 8 Novembre 2021 di Michela Allegri
No pass, linea dura del governo per salvare il Natale: tolleranza zero contro cortei non autorizzati

Proteggere il Natale, il turismo, lo shopping. Consentire a commercianti e ristoratori di riprendersi dopo le perdite economiche provocate dalla pandemia e dal lockdown, evitando che le vie del centro vengano prese d’assalto dai manifestanti No pass, soprattutto nelle ore di punta. Il Viminale promette tolleranza zero contro i cortei non autorizzati e contro chi abbia intenzione di sfilare non rispettando le regole. D’altronde, per l’economia i mesi di novembre e dicembre saranno cruciali: molti esercizi commerciali sperano di poter rimettere finalmente in sesto i conti dopo un anno difficile. E si tratta di interessi che devono essere tutelati. Il protocollo seguito sabato ha funzionato e verrà ripetuto anche nei prossimi week-end di proteste: un grande schieramento di forze dell’ordine, solo tragitti concordati dagli organizzatori con le questure, fermezza in caso di deviazioni o violenza. Sono previste anche ordinanze locali per introdurre l’obbligo di mascherine durante i cortei e la presenza di steward. In questo modo, spiegano dal ministero, il diritto di manifestare viene garantito, senza però consentire disordini. 

Si è appena conclusa la sedicesima settimana consecutiva di cortei e sit-in contro il Green pass e le adesioni iniziano progressivamente a calare. Ma i manifestanti hanno cercato di alzare il livello della protesta, creando tensione contro la polizia e, in alcuni casi, facendo fallire la trattativa con la questura e modificando il percorso concordato. Per il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, si tratta di manifestazioni «difficilmente comprensibili, per non dire al limite dell’ingiustificabile. Tutto quello che è stato fatto in questo Paese - ha rivendicato - è stato cercare di offrire le migliori condizioni di protezione». In Italia abbiamo «la situazione più favorevole d’Europa esattamente per vaccini, mantenimento delle mascherine e Green pass», ha aggiunto Locatelli. Il livello di allerta resta altissimo: la guerra contro il Covid non è finita. 

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Dopo la giornata di sabato, il bilancio è di 11 persone denunciate dalla polizia per il corteo che ha bloccato il traffico a Milano, ma che non è riuscito a invadere le vie dello shopping: le ipotesi di reato sono, a vario titolo, manifestazione non preavvisata, interruzione di pubblico servizio, violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria e vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate. Ci sono poi 115 persone identificate negli atti che sono stati inviati alla Procura, che si appresta ad aprire un’indagine. Il corteo non ha seguito il percorso indicato dal questore Giuseppe Petronzi, e ci sono stati insulti e spintoni ai giornalisti e operatori. «Ci sono stati momenti preoccupanti», ha detto il sindaco Giuseppe Sala. A Trieste, altro epicentro delle proteste, sono state denunciate 18 persone per il tentativo di irruzione in piazza Unità d’Italia, respinto dalle forze dell’ordine, mentre per altri 6 manifestanti sono stati emessi fogli di via obbligatori. Potrebbero presto arrivare altri provvedimenti, grazie ai filmanti realizzati dalla polizia scientifica. 

Intanto la protesta prosegue: ieri una “marcia No green pass” ha raggiunto la Rocca di Assisi e il movimento anti-certificato verde ha annunciato altre iniziative, tra le quali una mobilitazione a Roma per il 20 novembre.

Ultimo aggiornamento: 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA