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Anna Caruso, l'infermiera no vax muore di Covid a 64 anni. In un video diceva: «Spero di prendere il virus»

"Ok, sono una complottista, una negazionista"

Martedì 14 Dicembre 2021
Anna Caruso, l'infermiera no vax muore di Covid a 64 anni. In un video diceva: «Spero di prendere il virus»

«Mi auguro questo virus di prenderlo. Almeno dico: 'Ok, sono una complottista, una negazionistà. Piuttosto che morire strisciando, meglio morire in piedi». Un mese e mezzo dopo aver pronunciato queste parole, in un video postato su Facebook, è morta davvero di Covid Anna Caruso, operatrice socio sanitaria di 64 anni che l'ospedale di Alessandria, per cui lavorava, aveva sospeso in quanto non vaccinata.

«Uno strazio, mi stringo al dolore dei cari e degli amici. La notizia non deve lasciarci indifferenti. Lo dico con tutto il cuore e con il senso di responsabilità che mi ha sempre caratterizzato: c'è la necessità di vaccinarsi per cercare di superare questa emergenza sanitaria», commenta Lorenzo Lucchini, infermiere professionale e sindaco di Acqui Terme, la cittadina dove la donna risiedeva. L'operatrice è morta all'ospedale di Tortona, dove era stata trasferita da quello di Alessandria. Sostenitrice di Stefano Puzzer, leader del movimento nato a Trieste per protestare contro il Green pass, l'operatrice sanitaria sembra sostenere nel video - intitolato 'se un uomo in piazza con un tavolino fa paura... da meritare un Daspo... meditatè - le tesi del complotto.

«Chiediamoci perché - si chiedeva - siamo chiusi in una bolla che solo l'Italia si è ritagliata. Io vedo gente, ci vediamo, ci baciamo, stiamo insieme e non ci siamo mai presi niente se non la giusta influenza», diceva l'operatrice nel video, che ora alimenta il dibattito sui vaccini. «Rispettiamo le convinzioni di ciascuno, anche se a volte si paga con la vita», commentano Salvatore Lo Presti e Francesco Pesce, segretario provinciale e delegato aziendale del Nursind che, nell'esprime «vicinanza» alla famiglia della collega, si dicono «rammaricati che ancora oggi possano esistere posizioni non scientifiche e che il mondo sanitario sia stato vittima di mala informazione e di informazione non corretta».

«Prima nel reparto di Pneumologia e poi in Cardiologia, Anna era ben voluta sottolinea ancora Pesce -, di lei il ricordo non può che essere ottimo. In tanti mi rammentano 'quanto fosse sempre stata testonà, fino alla fine. Tutti, non solo come sindacato, siamo vicini alla famiglia, sapendo quanto vuoto possa avere lasciato». La collega Gabriela, riferendo di quanto le sue condizioni fossero gravi, invita a smetterla «col dire che si uccidono le persone per fare numero, ora basta. Solo rispetto. Lasciamola riposare in pace»

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Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 09:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA