Olga uccisa per gelosia, la Cassazione: «No a sconto di pena per tempesta emotiva»

Venerdì 8 Novembre 2019
Olga uccisa per gelosia, la Cassazione: «No a sconto di pena per tempesta emotiva»

Nessuno sconto di pena per Michele Castaldo, l'uomo che il 5 ottobre del 2016 strangolò e uccise Olga Mattei in una crisi di gelosiaNo, dunque, alle attenuanti generiche per l'omicidio di Olga , strangolata a Riccione nel 2016. La Cassazione ha accolto il ricorso della procura generale di Bologna e annullato la sentenza della Corte d'assise d'appello che aveva quasi dimezzato la condanna, da 30 a 16 anni, valorizzando la perizia psichiatrica sull'imputato, che aveva rilevato una «soverchiante tempesta emotiva causata dal vissuto dell'uomo».

La «tempesta emotiva», considerata come elemento della situazione psicologica dell'imputato, aveva influito assieme ad altri elementi alle concessione delle attenuanti generiche. Per questo, secondo il sostituto procuratore generale della Cassazione Ettore Pedicini, era da rigettare il ricorso della procura generale di Bologna contro la sentenza della Corte d'assise d'appello che aveva quasi dimezzato, portando da 30 a 16 anni, la pena a Castaldo per l'omicidio di Olga.

Il caso fece discutere proprio per le motivazioni della sentenza che, a ridosso dell'8 marzo, valorizzava tra gli altri elementi la perizia psichiatrica su Castaldo secondo la quale l'imputato fu preda di una «soverchiante tempesta emotiva e passionale» dovuta al suo vissuto. Il delitto avvenne a Riccione il 5 ottobre 2016: i due si frequentavano da circa un mese quando l'uomo, in una crisi di gelosia, la strangolò a mani nude e poi tentò il suicidio; un gesto ripetuto anche in carcere, a marzo.

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La sentenza. Per l'omicidio Castaldo fu condannato dal gip di Rimini, con rito abbreviato, a 30 anni di carcere ma in appello la condanna è passata a 16 anni (24 anni, ridotti di un terzo sempre per effetto del rito) per il bilanciamento tra attenuanti ed aggravanti dovuto allo stato emotivo, alla valutazione positiva della confessione e della volontà di risarcire la figlia della vittima. «La sentenza impugnata» - ha sottolineato il sostituto pg di Cassazione chiedendo alla prima sezione penale di dichiarare inammissibile, perché strutturato in punto di fatto, o infondato, il ricorso della procura generale di Bologna - «ha esplicitato le ragioni che giustificano la scelta, che ha valorizzato, pur prendendo atto della gravità del fatto, la situazione psicologica dell'imputato. Ed è in linea con la giurisprudenza della Cassazione, secondo cui gli stati emotivi e passionali possono essere valutati ai fini della misura della pena. Tale valutazione attiene al giudice di merito». Castaldo, difeso dall'avvocato Monica Castiglioni, è attualmente recluso a Ferrara. La sentenza è attesa in serata.

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L'omicidio. L'uomo, il 5 ottobre 2016, uccise a mani nude Olga Matei, la donna con cui aveva una relazione. Arrivò all'omicidio dopo che da un paio di giorni si mostrava geloso per messaggi di altri uomini sul cellulare di Olga. Il 5 ottobre la aspettò davanti a casa, i due entrarono, si misero a parlare e a bere vino. Fu allora che le confidò le proprie insicurezze in amore, dovute al fallimento del suo matrimonio e, a suo dire, ai tradimenti della moglie. Lei però avrebbe mostrato poca comprensione e gli chiese di andarsene, senza minacciare di lasciarlo. Ma scattò un nuovo litigio. Dopo una condanna a trent'anni in primo grado, la Corte d'Appello ha ridotto la pena di Michele Castaldo a 16 anni.

Sorella vittima: volevo giustizia. «Sono soddisfatta, volevo giustizia e speravo di ottenere una pena congrua». Così Nina, sorella di Olga Matei, la donna uccisa da Michele Castaldo, commenta la sentenza della Cassazione che ha disposto un nuovo appello sul caso della «tempesta emotiva». Con lei ha parlato l'avvocato di parte civile, Lara Cecchini: «Non prova nessun sentimento di odio nei confronti di Castaldo, ma il suo gesto ha distrutto tante vite. La sua, dei suoi familiari, dell'ex marito e della figlia di Olga», spiega all'ANSA il legale.

Ultimo aggiornamento: 22:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA