Open Arms, gli 83 migranti sbarcati a Lampedusa. Canti e balli di gioia dopo 19 giorni in mare

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Sono sbarcati dopo 19 giorni in mare gli ultimi 83 migranti a bordo della Open Arms, la nave spagnola approdata ieri sera nel porto di Lampedusa dopo la decisione della procura di Agrigento di disporne il sequestro. 

Open Arms, migranti si gettano in mare per raggiungere la costa

Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio aveva precedentemente effettuato un sopralluogo sulla nave insieme a due medici e l'ispezione a bordo era durata circa un'ora e mezza.
 
 


A terra, pronti ad attendere i migranti c’erano decine di uomini delle forze dell’ordine e della Guardia costiera che li hanno fatti sottoporre a un breve controllo medico prima di spostarli nel centro di raccolta con un furgone. Un'indagine contro ignoti per omissione e rifiuto di atti d'ufficio è stata aperta dalla Procura. 

I migranti soccorsi dagli operatori della ong spagnola hanno così passato la notte nell’hotspot di Lampedusa, dopo essere stati accolti da turisti e attivisti accorsi al molo per dare loro il benvenuto. Molti tra i passeggeri, stremati a causa della lunga permanenza in mare, hanno cominciato a cantare e a ballare per festeggiare la fine della traversata.

L'imbarcazione, ora messa sotto sequestro, in attesa della conferma o meno del provvedimento sarà trasferita nel porto di Licata, in provincia di Agrigento, dove già sono ormeggiate la Mare Jonio e la Sea Watch. Per adesso la nave spagnola è stata affidata al comandante Marc Reig.

 
Mercoledì 21 Agosto 2019, 09:40 - Ultimo aggiornamento: 21-08-2019 18:28
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5 di 26 commenti presenti
2019-08-23 13:22:32
L'Italia si è dimostrata un paese generoso e accogliente. Napoli ancor di più. Tutto questo livore nei confronti degli immigrati dimostra una paura diffusa nei confronti del futuro. Ma il malessere economico dell'Italia non dipende dagli immigrati, ma è frutto delle scelte scellerate fatte negli anni '80 e '90, complicato dall'adesione all'Euro che, impedendo le periodiche svalutazioni della Lira, ha imbalsamato il Paese, facendo il resto. Soluzioni indolori e di breve periodo non esistono. Dalla stagnazione si esce con sacrificio e con tanto lavoro. Allora è facile dare la "caccia agli untori" creando un falso problema: l'assistenza agli immigrati (in attesa che si trasformino in manodopera a basso costo) è una goccia nel mare e conta meno di una sparata di un politico prima di un'asta di BTP. Ovvio che l'Italia e l'Europa non possono accogliere tutta l'Africa, ma la soluzione non è quella di respingere chi, in un modo o nell'altro, è arrivato sull'uscio di casa. Servirebbe invece una politica estera seria per cambiare il trattato di Dublino e per lanciare un "piano Marshall" europeo in Africa cioè, come dicono alcuni, "per aiutarli a casa loro" e, aggiungo, trasformandoli in consumatori delle nostre merci e dei nostri servizi. Più facile, invece, è accanirsi codardamente su chi arriva qui senza nulla, senza nemmeno più il diritto di manifestare la propria gioia per aver terminato una personale Odissea.
2019-08-21 17:27:28
vengono qua a fare cosa ? sono stranieri odiati da tutti e visti con sospetto dalla popolazione. li aspetta una vita di emarginazione e solitudine, oltre che di precarietà e povertà senza un futuro, ma gli conviene, ? non erano meglio che restavano nei loro paesi ?
2019-08-21 17:27:09
ma non erano stremati? e i malati di scabbia?
2019-08-21 15:05:10
ci sono interessi di milioni di euro, altro che patate con la pasta
2019-08-21 14:47:29
Ma allora le leggi italiane non servono a niente. Cosa ci sta a fare il Parlamento? Se poi viene un qualunque magistrato e decide di testa sua?

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