Covid, gli ospedali stanno collassando: da Cosenza alla Val d'Aosta, quei malati in tende militari

Giovedì 19 Novembre 2020 di Cristiana Mangani
Covid, gli ospedali stanno collassando: da Cosenza alla Val d'Aosta, quei malati in tende militari

Ospedali al collasso, terapie intensive oltre la soglia critica: il Covid avanza e le strutture sanitarie restano al palo. Pochi i posti, pronto soccorso congestionati, medici e infermieri contagiati. Già nel mese di marzo, quando ancora il virus non aveva manifestato tutte le sue facce, era stato chiesto l'intervento dei militari e della Croce rossa. La Difesa aveva avviato un ospedale da campo a Bergamo, uno a Piacenza, proprio dove il contagio era stato più grave e massiccio.
Ora che la scena si sta ripetendo in maniera ancora più drammatica, le Regioni, le Asl, gli assessorati alla salute (dalla Valle D'Aosta alla Puglia, alla Sicilia), hanno chiesto di nuovo aiuto alla Protezione civile, alla quale spetta il compito di gestire lo stato di emergenza. E ancora una volta per contribuire ad allentare la pressione sugli ospedali sono intervenuti i militari e la Croce rossa: tra 550 e 560 i posti messi a disposizione in ospedali da campo e tendostrutture.

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Quattro quelli nei quali sta lavorando il personale con le stellette: a Perugia (8 Ufficiali e 15 infermieri con 34 posti letto e 3 posti letto di terapia sub intensiva); a Cosenza, dove nei prossimi giorni verrà avviato un ospedale da campo diretto da medici dell'Esercito con 80 posti letto e 3 sub terapie intensive) arriverà domani il materiale per l'allestimento proveniente dal Libano.
I NUMERI
E ancora: a Barletta, i medici della Marina attiveranno a giorni circa 40 posti letto, mentre è quasi in dirittura d'arrivo un'altra struttura in Valle D'Aosta, che dovrebbe contenere altri 40 posti. La Difesa ha messo a disposizione anche i suoi ospedali: 150 posti letto al Policlinico militare del Celio di Roma (100 per la degenza ordinaria, 50 per la sub-intensiva/intensiva). E ancora: 50 al Centro Ospedaliero Militare di Milano, 20 al Centro ospedaliero militare di Taranto, più due posti in rianimazione, elevabili fino a 8. Al momento sono 7.853 i militari dell'operazione Strade sicure, impegnati a gestire la sicurezza e l'emergenza sanitaria. Tutta l'operazione è diretta dallo Stato maggiore della Difesa, pianificata e coordinata dal Comando operativo di vertice interforze (Coi) in stretto contatto con le Autorità sanitarie locali e il Dipartimento della Protezione civile.

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I COVID HOTEL
La Difesa ha reso disponibili anche 18 basi logistiche tra caserme e foresterie come Covid-hotel (circa 2000 posti), per ospitare persone che devono sottoporsi a quarantena. Al momento quelle utilizzate sono in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Valle D'Aosta, Emilia Romagna, Toscana e Veneto.

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Non meno attiva la Croce rossa, che è stata chiamata in Campania, per aiutare ad allentare la pressione nelle strutture sanitarie al collasso. I volontari gestiscono 5 tendostrutture nella regione: 3 a Napoli, una ad Aversa e una a Marcianise, per un totale di circa 60 posti. Ancora affidati alla Cri sono gli impianti che si trovano in Piemonte (sei per 150 posti letto), in Liguria, un ospedale da campo con 24 posti letto; in Sardegna, in Umbria, in Abruzzo, dove il personale sanitario regionale viene affiancato nell'attività dai volontari della Croce rossa e, in alcuni casi, anche dai militari. Ancora tendostrutture in Sicilia, in Molise e in Calabria, dove è atteso l'arrivo di Gino Strada e del personale di Emergency. L'accordo è fatto, il complicato piano di intervento in via di definizione.

 


 

Ultimo aggiornamento: 18:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA