Esposizione dei disegni di Pacciani, l'alt dell'ospedale alla mostra. Sgarbi: «Diventò mostro di Firenze ​per un disegno non suo»

Esposizione dei disegni di Pacciani, l'alt dell'ospedale alla mostra
di Raffaella Ianuale

Il gallerista che desidera devolvere il ricavato della vendita delle opere di Pietro Pacciani all'ospedale per bambini Meyer di Firenze. Il Meyer che dice di non saperne nulla e che queste donazioni vanno preventivamente concordate. Vittorio Sgarbi che parla di «mostra del contrappasso», ricordando che Pacciani fu accusato di essere un assassino sulla base di un disegno sadomaso che poi è risultato non suo.
 
 

Pietro Pacciani, che ha vissuto gli ultimi anni con addosso l'etichetta di mostro di Firenze, fa discutere anche a più di vent'anni dalla sua morte avvenuta nel 1998. È bastato che la galleria veneziana Venice Faktory annunciasse la mostra di sue opere One Solo Show attraverso le pagine del Gazzettino perché si creasse lo scompiglio.
 
LA VICENDA
Tutto nasce da un desiderio espresso, poco prima di morire, da Pacciani stesso. «Vorrei che i miei dipinti venissero venduti e il ricavato devoluto a un'associazione cattolica che aiuta i bambini orfani» aveva detto nel regalare i suoi disegni realizzati in carcere a Davide Cannella, il detective consulente della difesa da sempre sostenitore della sua innocenza. Ricordiamo che al presunto mostro erano stati addebitati sette degli otto duplici omicidi avvenuti tra il 1968 e il 1985 e che è morto prima di vedersi riconoscere un'assoluzione definitiva. «L'associazione indicata da Pacciani non c'è più - spiega Cannella - e così avevo pensato di devolvere il ricavato all'ospedale per bambini Meyer di Firenze». Ma dall'ospedale di Firenze è stata diffusa ieri una breve nota: «Il Meyer non è a conoscenza di questa iniziativa e tutte le iniziative di raccolta fondi ad esso dedicate devono essere preventivamente concordate». Cannella e con lui la giovane artista Federica Palmarin, titolare della galleria a Santa Croce 901/A, che ospiterà dal 20 settembre, per un mese, 150 stampe a tiratura limitata firmate da Pietro Pacciani, fanno un passo indietro. «Quello che ricaveremo dalla vendita delle stampe andrà in beneficenza - spiega Palmarin - ora avanzeremo questo desiderio al Meyer, ma se non è interessato troveremo qualche altro istituto». E il loro pensiero va all'ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

IL CRITICO D'ARTEA ricordare un fatto passato quasi in secondo piano nella vicenda del mostro di Firenze associato a Pietro Pacciani è il critico d'arte. Sgarbi ricorda benissimo quella vicenda perché la prova regina che avrebbe dovuto dimostrare la colpevolezza del Pacciani era proprio un'opera d'arte. «In tutta questa vicenda c'è una singolare coincidenza - premette - il pubblico ministero Paolo Canessa fece una lunga requisitoria contro Pacciani per un disegno sadomaso trovato all'interno della sua abitazione e che avrebbe dimostrato, secondo lui, che ci si trovava di fronte al mostro di Firenze. Peccato che quel disegno è del pittore francese Maurice Henry». A rimettere ordine a questo errore è stato poi Pietro Toni, «un magistrato che stimo tantissimo - dice Sgarbi - che in appello prosciolse Pacciani. Quindi Pacciani è morto con un'ultima sentenza, anche se non definita, di assoluzione. Questo non toglie che venga ancora considerato il mostro di Firenze». Per questo Sgarbi riconosce il pieno diritto di fare una mostra sui lavori di quest'uomo. «È stato condannato per un quadro non suo - dice - quindi ora ha il diritto di fare una mostra con i suoi veri quadri. Se qualcuno può impressionarsi di fronte a questa mostra, ricordo che Pacciani è vissuto da presunto colpevole ed è morto da presunto innocente. Quindi dal mio punto di vista è una vittima». E anche se ammette di non essere attratto dalle opere dei dilettanti, ha già detto che se si troverà a Venezia non disdegnerà di andare a vedere la mostra. «Quindi ben venga la beneficenza al Meyer con il ricavato della vendita - conclude - un disegno ha creato il mostro e questi disegni per contrappasso hanno la dignità di essere esposti».
 
Lunedì 16 Settembre 2019, 10:10 - Ultimo aggiornamento: 16-09-2019 11:36
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