Pamela Mastropietro, processo rinviato. La madre in aula con la foto della figlia fatta a pezzi: «Ecco come l'hanno ridotta». Tensione all'uscita con Oseghale

A Perugia il processo d'appello bis che vede imputato, per la morte della 19enne, il 33enne nigeriano Innocent Oseghale

Pamela Mastropietro, processo rinviato. La madre in aula con la foto della figlia fatta a pezzi: «Ecco come l'hanno ridotta». Tensione all'uscita con Oseghale
di Italo Carmignani
Mercoledì 25 Gennaio 2023, 10:32 - Ultimo agg. 26 Gennaio, 14:46
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Ha scelto di indossare una maglietta bianca con su una stampa delle immagini che ritraggono la salma della figlia fatta a pezzi: così Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, è arrivata oggi in piazza Matteotti a Perugia per l'avvio del processo d'appello bis che vede imputato, per la morte della 19enne, il 33enne nigeriano Innocent Oseghale. Verni ha mostrato la maglia all'imputato, seduto poco distante da lei. 

Il processo è stato rinviato al 22 febbraio, perché i due testimoni non si sono presentati. Attimi di tensione all'uscita quando Oseghale, imputato nel processo d'appello bis per l'omicidio della 19enne avvenuto a Macerata il 30 gennaio 2018, è passato in mezzo ai familiari e amici di Pamela. 

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"Ergostolo a vita"

«Mi aspetto che da questo secondo processo in appello esca una sentenza di ergastolo, e che» l'imputato, Innocent Oseghale «resti in carcere a vita», ha detto Alessandra Verni davanti al tribunale di Perugia dove si sta per aprire il processo d'appello bis per l'imputato Innocent Oseghale. Il carcere a vita «è ciò che merita. Qualsiasi altra condanna la riterrò ingiusta», ha concluso la donna. 

 

Insulti ad Oseghale

«Me... sei una me...»: gli insulti degli amici di Pamela Mastropietro, in presidio davanti al tribunale di Perugia, hanno accolto l'arrivo dell'imputato Innocent Oseghale in Corte d'appello. Oseghale è giunto a bordo di un furgone della polizia penitenziaria. L'uomo è imputato nel processo d'appello bis per l'omicidio della 19enne avvenuto a Macerata il 30 gennaio 2018. All'arrivo in piazza Matteotti si sono levate le urla dei familiari e amici della vittima. 

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«In aula Oseghale, al momento di uscire, ho avuto la sensazione che ha cercato lo scontro fisico con Alessandra, era molto nervoso, indicativo della sua indole». Lo dice all'Adnkronos Marco Valerio Verni, avvocato e fratello di Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro, uccisa e fatta a pezzi a Macerata nel gennaio di cinque anni fa. «Siamo amareggiati perché a nostro avviso non dovevamo arrivare a questo appello bis, di cui non ha responsabilità né la Corte né la Procura generale di Perugia. Mettere ancora in discussione la violenza sessuale, dopo che due Corti nel merito l'avevano dichiarata sussistente dopo un attento vaglio di tutte le prove acquisite, è clamoroso - continua - Non dobbiamo mai scordare di quello che è successo a Pamela, uccisa a coltellate, divisa in parti, decapitata, scuoiata, esanguata, scarnificata, asportata di tutti i suoi organi interni, lavata con la candeggina con particolare cura addirittura dentro la cervice uterina, per cosa, se non per nascondere la violenza sessuale? Come si fa a dubitarne? È normale che poi la madre, ormai esasperata, arrivi come ha fatto oggi a mostrare come è stata ridotta sua figlia, una ragazza di 18 anni. Invece di andare avanti nella ricerca di eventuali complici di Oseghale, sembra si vada indietro a mettere in discussione qualcosa che due Corti avevano accertato essere accaduto, la violenza sessuale movente dell'omicidio».

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