Panettiere condannato per omicidio di camorra trovato e arrestato a Roma

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Panettiere nella Capitale, in via Casilina, all'altezza dell'Alessandrino, accusato di omicidio a Napoli. Felice Saccone, classe 1964, è stato prelevato dagli agenti della I Sezione della Squadra Mobile e portato in carcere su ordine della Corte di Assise di Napoli. Condannato in primo grado all’ergastolo per concorso nell’omicidio di Ciro Farace del 2001 maturato nell’ambito della camorra napoletana, e più precisamente nella sanguinosa faida di Ercolano al fianco del clan Birra-Iacomino, Saccone era in attesa dell’udienza in Corte d’Appello ma, sussistendo il pericolo di fuga e il fatto che «possa reiterare il reato», tenuto conto della «personalità negativa» dell’imputato, i magistrati il 20 marzo scorso hanno disposto il trasferimento in carcere eseguito dagli agenti romani. Nell’ottobre del 2018 Saccone era stato condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno e sei mesi. Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere la Corte rileva che Saccone è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di Farace «avendo egli, dopo la commissione del delitto del quale era già stato informato, prelevato i killer occupandosi anche della loro fuga». Un delitto che sarebbe stato commesso con metodo mafioso approfittando delle condizioni di omertà e di assoggettamento a cui era stata relegata la popolazione di Ercolano dal clan, e messo in atto con lo scopo di agevolare gli interessi criminali del gruppo. La “pelle” di Farace, secondo un pentito, venne venduta dai mandanti per cinquemila euro. I poliziotti romani lo hanno identificato nel forno che gestiva in via Casilina e lo hanno portato in carcere. 
Lunedì 25 Marzo 2019, 13:29 - Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 16:18
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