Continuava a incassare la pensione della madre morta da 8 anni: truffa all'Inps da 130mila euro

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Continuava a percepire illecitamente la pensione dell'anziana madre di cui non aveva mai comunicato il decesso, avvenuto nel 2010. Ritirava ogni mese 2mila euro e in tutto ha incassato 135mila euro. La protagonista dell'ennesima truffa all'Inps è una donna di 60 anni di Ardea, in provincia di Roma. E' stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale della Capitale che hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Velletri.

Dalle indagini condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Pomezia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Velletri, avviate a seguito di una segnalazione dell'Inps, è emerso che la donna 
non destava sospetti perché utilizzava la delega per l'incasso depositata presso un ufficio postale di Ardea. I successivi approfondimenti  hanno permesso poi di ricostruire il patrimonio personale dell'indagata, comprese le disponibilità di denaro sui conti correnti personali. La Procura di Velletri ha così chiesto e ottenuto il provvedimento di sequestro delle somme contenute sui conti correnti, nonché di un immobile ad Ardea, per un valore corrispondente agli importi illecitamente percepiti.
Sabato 13 Gennaio 2018, 10:25 - Ultimo aggiornamento: 14-01-2018 21:30
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3 di 3 commenti presenti
2018-01-13 17:58:40
Siamo nel 2018 e continuano a verificarsi questi fatti, possibile che con l'era dei computer non ci sia il sistema di comunicare all'INPS il decesso dei pensionati? Basterebbe che gli uffici comunali cancellassero le persone morte, sia dalle liste elettorali, e un'immediata comunicazione all'INPS, e il problema è risolto.
2018-01-13 16:27:15
Se la truffatrice non ha come pagare, né proprietà da pignorare, cosa si farà, le si metterà il classico sale sulla coda?
2018-01-13 16:25:01
Ma come sono possibili episodi del genere? Dopo la morte di mamma è scattata subito la comunicazione all'INPS. Non è stato necessario la facessimo noi figli. Oggi poi, con gli strumenti telematici non si dovrebbero verificare affatto tali situazioni. Inoltre, a suo tempo, all'Ufficio postale bisognava esibire, su richiesta, ogni dato periodo, certificato di esistenza in vita. Qui certo la truffatrice è la beneficiaria, ma c'è da dire che tanti altri non hanno fatto il loro dovere. Non voglio ipotizzare che abbiano addirittura dato una mano.

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