Ponza, Gianmarco Pozzi: spariti abiti e divise. Un altro mistero sulla sua morte

Martedì 1 Dicembre 2020 di Rita Cammarone
Ponza, Gianmarco Pozzi: spariti abiti e divise. Un altro mistero sulla sua morte

Inchiesta in salita sulla morte di Gianmarco Pozzi, il 27enne di Roma deceduto il 9 agosto scorso a Ponza, in circostanze ancora tutte da chiarire. Spariti abiti e divise del campione di kickboxing. Il giovane, buttafuori della discoteca Blue Moon, è stato trovato cadavere all'interno di un'intercapedine tra la parete esterna di un'abitazione e il muro di contenimento di un terrazzamento di terreno. Un luogo seminascosto da rovi e viti. Dove stava andando Gianmarco per finire in quello spazio angusto con l'osso del collo rotto? Era inseguito da qualcuno? Ruota attorno a questi interrogativi il lavoro che i carabinieri della Compagnia di Formia, diretta dal capitano Michele Pascale, stanno svolgendo per cercare di risolvere il mistero che avvolge la scomparsa.

Ma che fine hanno fatto gli abiti di Gimmy? Se lo chiede la sorella Martina, a cui un coinquilino di Gianmarco ha consegnato una valigia con due lenzuola e un paio di scarpe. Successivamente, alle rimostranze della famiglia, sono arrivati altri indumenti. «Non erano di mio fratello», precisa Martina denunciando la mancanza delle magliette portate da Roma e degli abiti usati per il lavoro in discoteca. 

Bocche cucite nella caserma del Sud pontino sulle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Cassino, ma è certo che gli uomini dell'Arma non stanno lasciando nulla di intentato, con accertamenti di natura tecnica e di tipo tradizionale. La Procura indaga per omicidio contro ignoti. Un'ipotesi di reato utile alla titolare dell'inchiesta, il sostituto Maria Beatrice Siravo, per richiedere tutti gli accertamenti necessari a ricostruire fatti ed eventuali responsabilità. Il sostituto procuratore, nell'immediatezza della tragedia, ha conferito incarico al medico legale Daniela Lucidi, per l'esame esterno ed eventuale autopsia che di fatto non è stata eseguita. Un tassello mancante e irripetibile, dal momento che la salma di Gianmarco, una volta restituita alla famiglia, è stata cremata.

A distanza di tre mesi e venti giorni dall'esame esterno, la relativa perizia, che comprende anche il test tossicologico, non è stata ancora depositata. Il sostituto procuratore Siravo, il 24 settembre scorso, ha investito il consulente tecnico Fabiano Querceto per l'esame del cellulare, un iPhone, del 27enne, sequestrato dai carabinieri di Ponza quella tragica domenica. Anche in questo caso il lavoro non è concluso. 

 

Numerose anche le iniziative intraprese dai professionisti incaricati dalla famiglia Pozzi e coordinati dall'avvocato Fabrizio Gallo per cercare la verità sulla morte di Gimmy, un ragazzo sempre sorridente e buono con tutti, tristemente descritto come un ragazzo in fuga - quella tragica domenica in preda ad allucinazioni da cocaina. Collaborano gli avvocati Marco Gaetano Malara e Luca Chessa; ingaggiata la criminologa Roberta Bruzzone. Richiesti il verbale degli operatori Ares intervenuti sul posto quando è stato rinvenuto il cadavere e la registrazione della chiamata al 118, nonché accertamenti tecnici per la ricerca del Dna su alcuni oggetti repertati in fase di esame cadaverico: uno stuzzicadenti, 4 mozziconi di sigaretta, uno scontrino e pezzi di carta. Consegnata ai carabinieri una scarpa, di numero diverso da quello di Gianmarco, rinvenuta durante un sopralluogo in ottobre.

Ultimo aggiornamento: 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA