Calenzano, prete sorpreso in auto con bimba si difende: «Pensavo avesse 15 anni»

Venerdì 27 Luglio 2018
Calenzano, prete sorpreso in auto con bimba si difende: «Pensavo avesse 15 anni»

«Pensavo che avesse 15 anni». Si è difeso anche così don Paolo Glaentzer, arrestato a Calenzano (Firenze) con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una bimba di 10 anni, durante l'interrogatorio del 24 luglio davanti al pm. Il prete ha confessato di aver avuto incontri analoghi con la bimba «almeno altre tre volte», ribadendo che era sempre stata la piccola a prendere l'iniziativa. 

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«Ignoravo l'età, pensavo che avesse qualche anno in più, tipo 14, 15 anni», ha detto il prelato. La circostanza secondo la quale il prete avrebbe ignorato l'età della bambina sarebbe smentita, secondo il gip, dal fatto che ha dichiarato di conoscere la famiglia da molti anni, da quando la bambina era poco più che una neonata. «Ho conosciuto questa famiglia circa dieci anni fa» avrebbe detto, «andavo una volta al mese a cena a casa loro». L'uomo ha anche affermato di aver aiutato la famiglia, gravata da problematiche sia economiche che sociali - tanto che i figli erano stati affidati ai servizi sociali -, e di aver donato loro «circa 7mila euro nell'arco di una decina di anni».

«Dal momento dell'arresto ad oggi ho pensato a quanto accaduto e mi rendo conto di aver sbagliato», ha inoltre confessato davanti al gip di Prato Francesco Pallini. Gli abusi sulla bimba che hanno portato all'arresto sono avvenuti la sera del 23 luglio nei pressi della casa della famiglia. Per il giudice, l'anziano avrebbe circuito la piccola approfittando del suo ruolo di sacerdote e della conoscenza con la famiglia.

Il prete resta agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari. Il magistrato ha respinto la richiesta della procura che chiedeva il carcere, accogliendo la tesi della difesa. «La scelta della misura cautelare degli arresti domiciliari è tecnicamente ineccepibile e ben motivata», ha detto l'avvocato pratese Valeria Fontana, difensore del parroco 70enne.

Se non fosse stato sorpreso da due vicini di casa e poi bloccato dai carabinieri il prete avrebbe potuto ancora abusare della bambina, scrive il gip nell'ordinanza che dispone i domiciliari nella sua abitazione in una frazione di Bagni di Lucca (Lucca). Per il gip nei fatti confessati si dimostra «un pervicace radicamento dell'indagato in siffatte devianti e illecite modalità di condotta». Sempre secondo quanto spiegato dal giudice, la scelta degli arresti domiciliari è stata dettata dall'assenza del pericolo di inquinamento delle prove, tenuto conto che il 70enne ha confessato, fornendo la stessa versione dei fatti sia davanti al pm, il 24 luglio scorso, che in sede di interrogatorio di convalida davanti al gip. Nella decisione hanno pesato poi l'avanzata età del prete e il fatto che sconterà gli arresti nel Lucchese, lontano dall'abitazione dove la vittima vive coi fratelli e i genitori.

La procura per i minori del tribunale di Firenze nel gennaio scorso aveva chiesto l'allontanamento dalla famiglia della bambina di 10 anni. Per lei e per gli altri due fratelli più grandi - come riporta oggi il Corriere Fiorentino - era arrivata la richiesta, ma non la decisione del giudice a riguardo. Sempre secondo il quotidiano, sette anni fa il fratello maggiore della bambina sarebbe stato vittima di un episodio in qualche modo simile a quello vissuto dalla sorellina: il ragazzo, oggi ventiduenne, all'epoca dei fatti ne aveva 15 anni, venne trovato appartato con un adulto. In mancanza di riscontri oggettivi l'indagine fu poi archiviata.

Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 18:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA