Sangue infetto, chiesta l'assoluzione per Poggiolini e gli altri imputati

Il Tribunale di Napoli
di Giovanni Del Giaccio

E' stata chiesta l'assoluzione degli imputati al processo per il sangue infetto utilizzato nella preparazione di farmaci emoderivati in corso a Napoli. Tra loro c'è anche Duilio Poggiolini, l’ex direttore generale del servizio farmaceutico dell'allora ministero della Sanità che autorizzò i medicinali che fecero strage nella comunità degli emofilici. 

Il pubblico ministero Lucio Giugliano ha aperto il suo intervento dicendo che avrebbe «chiesto l'assoluzione nel merito degli imputati» e poi ha indicato una serie di complicazioni legate al fatto che sono mancate le indagini preliminari. Il magistrato ha detto anche di «comprendere la delusione e la consapevolezza del dolore dei familiari delle vittime». Insieme all'ex direttore sono imputati di omicidio colposo plurimo anche ex manager del gruppo Marcucci, un ex infermiere e i dipendenti di un'azienda specializzata nella raccolta e trasporto di sangue.

Il processo è in corso di svolgimento a Napoli - prossima udienza l'11 febbraio - dopo una serie di  rinvii e dopo che il Tribunale di Trento si era ritenuto incompetente per motivi territoriali. Un primo procedimento, archiviato, riguardava le case  farmaceutiche straniere,  mentre quello in corso venne archiviato nel 2005 per il reato di  epidemia colposa con la contestuale imputazione per omicidio colposo plurimo e lesioni aggravate e  «in relazione alla nuova iscrizione tuttavia non sono state effettuate nuove specifiche indagini». Una vicenda che si trascina da anni e ha sempre fatto venir meno i termini di prescrizione perché alcuni dei malati, nel frattempo, sono deceduti. 

Nella prossima udienza prenderanno la parola gli avvocati di parte civile che da anni - come Stefano Bertone ed Ermanno Zancla - portano avanti una battaglia in favore delle persone trasfuse e dei loro familiari. La sentenza è prevista per il 25 marzo.  Poggiolini, ormai novantenne, condannato per le tangenti ottenute in quel periodo anche a risarcire lo Stato per circa 60 milioni di euro, in questo caso sembra andare verso l'assoluzione. L'ultima beffa per le venti parti civili e per la comunità degli emofilici. 
Martedì 22 Gennaio 2019, 15:55 - Ultimo aggiornamento: 22-01-2019 18:12
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