Professori a scuola 36 ore la settimana, sindacati in mobilitazione

Giovedì 10 Luglio 2014
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(Teleborsa) - Cresce la protesta sindacale contro la volontà espressa dal Governo di aumentare l'orario di servizio dei docenti italiani, fino a 36 ore a settimana, senza però sbloccare il contratto e adeguare gli stipendi fermi ai valori del 2009.



”Come sindacato, a tutela dei diritti del lavoratori che rappresentiamo - spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir - è bene che sulle 36 ore il Governo ci ripensi. È normale che chi vuole più spendere il suo tempo a scuola lo possa fare, ma da qui a revisionare l'orario di servizio dei docenti, sostanzialmente allineato ai parametri europei, ancorché su base volontaria, ce ne passa”. Il sindacato ribadisce quindi tutta la sua contrarietà al permanere dei tagli al comparto Scuola: “soltanto negli ultimi sei anni, sono stati cancellati 150mila posti che erano affidati ai precari al 30 giugno o al 31 agosto per fare funzionare i nostri istituti scolastici”. E si è visto il risultato: il tasso di abbandono scolastico è tra i più alti d'Europa, il tempo scuola è sceso tra i più bassi, con più di 305mila alunni bocciati e 167mila dispersi solo nell'ultimo quinquennio. ”Ora l'idea di tagliare pure le supplenze brevi e di utilizzare quei risparmi per coprire la flessibilità ci porta nella stessa strada sbagliata, perché - continua il sindacalista Anief-Confedir - non è caricando gli insegnanti di nuove mansioni che si garantisce la loro produttività: è una logica puramente aziendale, che nella scuola non può essere adottata. Il docente ha bisogno di tempo per calibrare giornalmente la sua didattica, per preparare le lezioni e valutare gli elaborati. Ha bisogno di tempo per programmare, insomma”. Il sindacato autonomo Anief, fa sapere di aver avviato la mobilitazione dei lavoratori della scuola e sarà presente al sit-in del 14 luglio sotto il Ministero dell'Istruzione, dove assieme alle altre sigle sindacali e alle associazioni manifesterà il suo dissenso contro un provvedimento che allontanerebbe ancora di più l'istruzione italiana da quella europea. Ultimo aggiornamento: 18:37