Falsi prosciutti San Daniele, frodi sul 10% della produzione. «Dieci anni di violazioni»

Prosciutti San Daniele, sequestrati 270mila falsi: 103 persone indagate
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Esplode il caso San Daniele nel campo dell'alimentazione. Emessi decreti di sequestro per 270 mila prosciutti, per 27 milioni di euro. La truffa riguarda il 10 per cento della produzione annuale del prosciutto dop di San Daniele. Da
accertamenti risulterebbe che la frode era perpetuata da circa dieci anni.

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La Procura ipotizza anche truffe per ottenere un contributo previsto dal piano di sviluppo rurale della Comunità europea di 400 mila euro, e per incassare ulteriori contributo per 520 mila euro. Scoperti anche reati di natura fiscale e ambientale. I reati sono stati contestati a 62 persone - tutti della filiera produttiva, di controllo e sanitaria - a 25 imprese ed a 16 posizioni stralciate ad altre procure. L'inchiesta è parallela a quella della Procura di Torino che ha fatto emergere le medesime ipotesi di reato in relazione alla Dop Prosciutto di Parma. Le condotte contestate riguardano anche la commercializzazione di carne di suino con la certificazione di qualità regionale «Aqua», il cui disciplinare di produzione è analogo a quello del prosciutto di San Daniele.

L'inchiesta ha accertato che sono stati immessi in commercio prosciutti a denominazione protetta San Daniele ai quali non poteva però essere attribuita questa denominazione, non perché fossero prodotti scadenti o non buoni ma perché non rispondenti ai requisiti per i quali il titolo viene rilasciato. Il disciplinare di produzione, infatti, non ammette ad esempio la genetica Duroc danese, oppure alimentazione con scarti della produzione industriale di pane, pasta, pizza, industria dolciaria, un'età particolare del capo animale. Tutti requisiti che, nel caso di circa 270 mila prosciutti per i quali sono stati emessi decreti di sequestro, non sono stati rispettati. La Procura è giunta a queste conclusioni in seguito ad intercettazioni telematiche e ambientali, all'analisi di campioni di sangue e di prosciutti,all'escussione di 180 persone informate sui fatti e alle confessioni di altre dieci persone.


 
Venerdì 17 Agosto 2018, 09:29 - Ultimo aggiornamento: 20 Agosto, 16:24
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5 di 6 commenti presenti
2018-08-18 11:17:58
Troppi consumatori si lasciano condizionare dalle certificazioni di qualita' senza riflettere che quasi sempre sono gli stessi produttori a controllarsi ed autocertificarsi : una farsa tutta italiana che andrebbe fermata.
2018-08-18 10:33:58
E poi gl'itagliani fanno la guerra agli stranieri che clonano le nostre eccellenze ???? Ma in questo caso il primo ministro non ha nulla da dire?? Forse perché è completamente assorbito dalla lotta agli immigrati o forse perché quello che succede in padagnia non è reato!!!
2018-08-17 22:35:36
se in italia ogni anno si allevano 10 maiali, com’è che in commercio ci sono 25 prosciutti dop san daniele ? chi di competenza come mai non è intervenuto nell’ultimo decennio ? io indagherei anche su costoro. oramai anche il profondo nord si è specializzato a frodare, e che frode.... p.s. non vorrei sbagliare, ma anni addietro in tv rai ci fu una trasmissione inerente alla frode dop san daniele. mario da napoli.
2018-08-17 10:54:38
Basterebbe utilizzare - in molti casi anche gratuitamente - un servizio di serializzazione dei prodotti come my-validactor e nessun falso, di ogni tipo alimentare e non, sarebbe più presente sul mercato. Un semplice uovo di colombo.
2018-08-17 10:53:17
Basterebbe utilizzare - in molti casi anche gratuitamente - un servizio di serializzazione dei prodotti come my-validactor e nessun falso, di ogni tipo alimentare e non, sarebbe più presente sul mercato. Un semplice uovo di colombo.

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