Quarta dose vaccino ai fragili dal 1° marzo. Figliuolo: «Nel weekend arriva Novavax»

Lunedì 21 Febbraio 2022
Quarta dose del vaccino ai fragili, ecco la data. Figliuolo: «Partiremo il 1° marzo»

Quarta dose ai fragili, c'è la data. «Per ciò che riguarda la quarta dose di vaccino anti Covid stiamo per dare le disposizioni attuative perché con il ministero della Salute e le Regioni stiamo ben individuando le platee. Ovviamente sarà abbastanza estensiva» per le categorie fragili, e «la mia indicazione è quella che partiremo il primo marzo, quindi sicuramente continueremo a tenere l'organizzazione che c'è ora in atto».

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Lo ha detto il commissario straordinario per l'emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, a margine di una visita all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. 

«Per la fine di questa settimana - ha aggiunto Figliuolo - arriverà il vaccino Novavax, ne riceveremo poco più di un milione di dosi che saranno subito distribuite a tutte le regioni e province autonome. Poi arriveranno ancora un altro paio di milioni di dosi nel mese di marzo. Per cui ci sarà possibilità anche di utilizzo di questo ulteriore vaccino».

Sulle vaccinazioni anti Covid «noi oggi abbiamo, con ciclo completo, l'89% dei cittadini italiani, quindi oltre 48 milioni. Se pensiamo a prima dose e guariti, siamo quasi al 94%, quindi quasi 51 milioni. Dobbiamo continuare a vaccinare sperando che ci siano ancora persone esitanti che abbiano compreso, finalmente, l'importanza del vaccino», ha poi detto il commissario. Quanto alla Toscana, ha aggiunto, «è oltre il 91,2% di cicli completi effettuati, 96% prima dose e dose completa». 

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«Abbiamo delle dosi di vaccino stivate per ogni eventualità, poi dopo il 31 marzo, quando passeremo la mano, ci sono tutte le interlocuzioni con il ministero della Salute per lasciare un pacchetto pronto - ha poi spiegato il commissario - . Oggi cadono i due anni dal primo caso e non dobbiamo dimenticarcene: è facile fare le cicale ma quando vengono i tempi duri dobbiamo aver messo del grano da parte. Guai a non aver fatto lezione di questo periodo. Naturalmente speriamo che non accada nulla».

BAMBINI - «Voglio lanciare un appello per quanto riguarda i bambini - ha detto ancora il commissario - , anche dopo aver sentito quello che mi hanno detto qui al Meyer i medici e gli infermieri: si stanno verificando casi di problemi di trombosi in bambini non vaccinati in fase acuta di Covid e quindi io direi che bisogna riflettere sul rapporto rischi-benefici. In questo momento il beneficio della vaccinazione va verso la vaccinazione stessa: io non sono un medico e quindi dico alle famiglie 'rivolgetevi ai vostri pediatrì, cercate di capire qual è l'impatto sui vostri piccoli e poi prendete la decisione che vi sembra più giusta».

IL SUO FUTURO - «Di cose da fare ne ho, perché sono il comandante operativo di vertice interforze e se vedete quello che sta succedendo oggi nel mondo penso che di cose da far ne ho, perché da me dipendono tutte le forze nelle missioni operative, sia in Italia che all'estero. Ci sono 37 missioni in atto, tre in Italia e 34 che spaziano in tutte le aree del mondo», la risposta di Figliuolo sul dopo pandemia.

GIMBE E QUARTA DOSE - «Ad oggi per la popolazione generale non ci sono evidenze scientifiche che dicano che serve la quarta dose», autorizzata nei giorni scorsi in Italia dall'Aifa per gli immunodepressi. Lo ha detto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ai microfoni de L'Italia s'è Desta su Radio Cusano Campus, aggiungendo, sempre a proposito della campagna vaccinale, che « la copertura vaccinale sul contagio declina rapidamente. Sulla copertura contro la malattia grave, il vaccino consente, dopo 3-4 mesi dal booster, una protezione del 90%». Cartabellotta ha anche sottolineato che «il numero di prime dosi scende di settimana in settimana. In fascia pediatrica c'è un numero molto elevato di guariti, circa 660mila da meno di 180 giorni che non possono essere vaccinati. La campagna 5-11 - ha rilevato - non è mai decollata. Questo dipende anche dalle scelte delle Regioni: in Puglia siamo al 43% di ciclo completo, in Provincia di Bolzano e nelle Marche a poco più del 15%. La scelta della Puglia di vaccinare nelle scuole è stata vincente». Il presidente della Fondazione Gimbe ha poi confermato che «siamo in piena fase discendente della quarta ondata», ma ha invitato a non abbandonare le restrizioni come le mascherine al chiuso e l'isolamento dei positivi (quest'ultima decisa in Gran Bretagna). Va fatta «attenzione - ha sottolineato - a non confondere la necessità di togliere tutte le restrizioni con l'eliminazione di strategie fondamentali». Quanto alla pressione sugli ospedali, Cartabellotta ha sottolineato che «si sta alleggerendo», con 13.284 pazienti ieri in area medica (19mila a metà gennaio) e 934 pazienti in terapia intensiva (contro 1.700 poco più di un mese fa). «La riduzione giornaliera dei casi, siamo a circa 50mila al giorno - spiega ancora - è dovuta alla riduzione del numero dei tamponi. Il tasso di positività è praticamente stabile. Non è escluso che nelle prossime settimane si possa vedere un rallentamento dei nuovi casi ma dobbiamo vedere le curve. Vedremo più una fase di appiattimento della curva che di discesa».

GALLI COSA HA DETTO - «La quarta dose di vaccino anti-Covid, se fatta con i prodotti disponibili, vista anche la situazione epidemiologica, con numerosi vaccinati e una quantità importante di persone guarite da Omicron, non avrebbe senso se non in una chiava medica: in alcune categorie particolari di popolazione, ovvero negli immunodepressi e nei grandi anziani in cui può essere sospettata una insufficiente risposta alle precedenti dosi». Lo spiega all'Adnkronos Salute Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Miliano. «Le persone che non rispondono al vaccino - continua - devono essere individuati come tali. A questo punto bisognerebbe decidersi a sdoganare il fatto che in alcuni vada studiata, cosa che molti medici stanno già facendo di propria iniziativa, la risposta al vaccino e che, quindi, vadano misurati gli anticorpi per i candidabili alla quarta dose. Ma se una volta fatta la quarta dose, non si valuta anche se hanno risposto, siamo punto e a capo». Galli invita a valutare anche un'altra alternativa, «costituita dalla somministrazione di alcuni anticorpi monoclonali a fini preventivi in quelle persone che non sono in grado di rispondere al vaccino. Alcuni di questi farmaci sono stati testati in questa direzione. Si tratta quindi di un discorso che potrebbe aprirsi per pazienti del tutto incapaci di difesa e a cui si potrebbe dare una protezione transitoria per la malattia grave. È un'ipotesi che merita considerazione».

IL PARERE DI ANDREONI - La quarta dose di vaccino anti-Covid ai fragili e immunodepressi «va benissimo perché permetterà a queste persone di avere una risposta più efficace», mentre allargarla al resto della popolazione iniziando magari dai più anziani «mi pare prematuro stabilirlo oggi». Lo afferma all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). «L'autunno sarà un periodo in cui potrà esserci una maggior circolazione del virus - ricorda Andreoni - ma programmare già un quarta dose è presto. E poi c'è la necessità di avere un vaccino aggiornato, o rispetto alle varianti oggi in circolazione, o uno a largo spettro. È chiaro che non possiamo escludere però che si dovrà fare una dose di richiamo. Dovremmo usare questi mesi che ci separano dall'autunno per arrivare ad una nuova formulazione degli attuali vaccini che possano avere una cross-reattività, ovvero di agire contro virus differenti ma molto somiglianti».

 

Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 10:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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