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Roma, ragazzo 17enne aggredito dalla baby gang in un negozio sulla Tuscolana: mandibola rotta

Venerdì 4 Marzo 2022 di Alessia Marani
La furia della baby gang in un negozio: mandibola rotta a 17 anni

Inseguito con due amici, braccato in un negozio poi picchiato fino a spaccargli la mandibola in due. Caccia sulla Tuscolana alla baby gang formata da sedici ragazzini che l’altro mercoledì - in pieno pomeriggio - ha aggredito e sfuriato la propria violenza cieca contro un liceale di diciassette anni. Il ragazzino, ieri mattina, è stato sottoposto a un delicato intervento facciale all’ospedale San Camillo, è rimasto sotto i ferri per quattro lunghissime ore per fissare la frattura principale con placche e viti e la sua agonia non è finita perché dovrà portare un supporto che gli terrà immobilizzata la mandibola per 15 giorni. «Mio figlio - si sfoga il padre disperato - non potrà mangiare e parlare per giorni, è affranto. Al pronto soccorso gli avevano inizialmente dato una prognosi di trenta giorni che ora, però, sembra destinata a salire.

La cosa drammatica è che rischia di avere danni permanenti. Bisogna fermare quel branco selvaggio, affamato di violenza e fuori controllo». Il genitore ha presentato una formale denuncia ai carabinieri della stazione di Cinecittà che stanno indagando anche su un secondo episodio, un’altra aggressione avvenuta in modalità simile e probabilmente per opera dello stesso gruppo, appena due ore dopo l’assalto ai ragazzi. I militari stanno raccogliendo le testimonianze e visionando le immagini registrate da alcune telecamere di sorveglianza, sia private di esercizi commerciali che pubbliche, poste lungo la strada tra le intersezioni con viale di Porta Furba e via del Mandrione alla ricerca di elementi e volti a cui risalire. Ma cosa è successo esattamente l’altro mercoledì? 

Secondo quanto riportato dal padre nella denuncia, la vittima e due suoi amici stavano passeggiando sulla Tuscolana, «volevano prendere un hamburger in una paninoteca vicina, mio figlio non è di zona ma uno dei suoi amichetti sì ed era andato a trovarlo per trascorrere il pomeriggio». A un certo punto i tre studenti incrociano lo sguardo di altri tre ragazzi, più o meno coetanei. E qui è scoccata la scintilla della provocazione. «Mio figlio mi ha raccontato che i tre erano strani, hanno cominciato a fissarli, uno ha preso di mira proprio lui, probabilmente perché si è accorto che era il più ingenuo, a questo punto mio figlio non pensando a conseguenze del genere, gli ha detto “che hai da guardare?”. A quel punto è nato l’inseguimento». I tre ragazzini corrono in direzione di via del Mandrione, trovano riparo all’interno di un negozio di mobili di bambù che ha la vetrina aperta su strada.  

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«Nel frattempo, però, il gruppone era cresciuto - racconta ancora il papà - da tre che erano, avevano chiamato i rinforzi e mio figlio e gli altri ne hanno contati fino a 16, tutti tra i 15 e, al massimo, i 19 anni». In pochi istanti si scatena l’inferno. «Hanno cominciato a mettere a soqquadro il negozio, scagliando via i mobili e le sedie come nel Far West, mentre mio figlio e gli altri due si riparavano dietro il bancone. Poi, all’improvviso si sono calmati, uno di loro ha detto al mio ragazzo di uscire fuori per parlare, di non preoccuparsi, mio figlio ci ha creduto e appena messo piede sul marciapiede, proprio mentre quello faceva finta di voltarsi per andarsene, gli ha sferrato un pugno che lo ha stordito e messo kappaò. Sulle prime, mio figlio si è rialzato, a fatica è tornato a casa spaventato, sanguinante e con la faccia tutta gonfia. Quindi l’ho portato in pronto soccorso. Quando sono stato al negozio, la signora era davvero dispiaciuta e addolorata, mi ha spiegato che mio figlio nonostante fosse in quelle condizioni l’ha aiutata a rimettere a posto i mobili». L’aggressione è avvenuta intorno alle 17,30. Ma un’altra simile sarebbe avvenuta sempre in zona verso le 19. 

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