Roma, CasaPound, mossa Raggi: «Il governo li sgomberi»

Venerdì 29 Maggio 2020
Roma, CasaPound, mossa Raggi: «Il governo li sgomberi»

Una mossa, l'ennesima. All'indomani delle manifestazioni di Ostia, quando venne contestata dai militanti di estrema destra, la sindaca Raggi torna in pressing sul governo. Argomento, lo stesso di qualche mese fa: lo sgombero di CasaPound dal palazzo di via Napoleone III. Raggi, si era già rivolta al governo, quando ministro dell'Interno era ancora Matteo Salvini, ma ora torna alla carica scrivendo una lettera ai ministri Roberto Gualtieri (Economia) e Lorenzo Guerini (Difesa), tutti e due in quota Pd nell'esecutivo Conte-due.

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A Gualtieri la sindaca chiede di liberare la sede all'Esquilino (di proprietà del Demanio, quindi del Mef) «occupata illegalmente da 15 anni», mentre a Guerini chiede di «ripristinare la legalità in via della Baleniere, a Ostia, in un palazzo dell'Aeronautica Militare diventato il fortino del movimento di estrema destra. Raggi aggiunge: «Qualora ci fossero delle famiglie realmente bisognose (CasaPound infatti si è sempre difesa parlando di occupazioni a scopo abitativo, ndr) verranno affidate all'assistenza pubblica». Giulio Calvisi, sottosegretario alla Difesa, parla di «atto gravissimo, la Difesa si è già attivata sporgendo denuncia-querela ai carabinieri per il successivo coinvolgimento dell'Autorità Giudiziaria competente e predisponendo gli atti propedeutici per effettuare la richiesta di sgombero». E su via Napoleone III, sulla stessa vicenda si era già pronunciato tempo fa il direttore del Demanio Riccardo Carpino

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Che, in una nota del febbraio 2019, dopo aver ricordato di aver chiesto alla Prefettura nel 2017 e poi nel 2018 «l'esigenza di recuperare la disponibilità dell'immobile», sottolineava come secondo la Prefettura «per i criteri ritenuti prioritari per gli sgomberi (condizioni di sicurezza dell'immobile), il compendio di via Napoleone III non presenta i profili di criticità idonei a porlo in una situazione di priorità per lo sgombero». In cima alla lista ci sono altre 23 occupazioni storiche della Capitale: lista di «priorità» definita dal Viminale due anni fa, che vedeva al primo posto il palazzo di viale del Caravaggio, Tor Marancia. Ma nulla, da allora, è stato fatto.

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