Rapina ad Alba, Matteo Salvini: «Un abbraccio al gioielliere. La difesa è sempre legittima»

Mercoledì 28 Aprile 2021
Rapina ad Alba, Matteo Salvini: «Un abbraccio al gioielliere. La difesa è sempre legittima»

Matteo Salvini è intervenuto con un post su Facebook sulla rapina finita nel sangue gioielleria di Grinzane Cavour, storico borgo della provincia di Cuneo, avvenuta oggi. Nell'assalto sono morti i due rapinatori colpiti dai proiettili esplosi dal titolare del negozio che nel 2015 aveva già subito una violenta rapina. «Un abbraccio al gioielliere e alla sua famiglia aggredita. Il loro negozio di Grinzane Cavour (Cuneo) era già stato rapinato nel 2015: il titolare era stato picchiato e legato, poi chiuso in bagno con la figlia. La difesa è sempre legittima», ha scritto il leader della Lega Matteo Salvini.

Alba, due morti in una tentata rapina in gioielleria. Il titolare spara ai banditi

Scene da far west poco prima della chiusura della gioielleria Roggero, al civico 71 della via, di fronte ai passanti terrorizzati, illesi per una questione di pochi metri. «Mi batte il cuore - dice una ragazza - è stato terribile: ho avuto paura di morire». Almeno cinque i colpi di pistola esplosi all'indirizzo dei malviventi, che sono morti a pochi metri dall'ingresso del negozio, uno in mezzo alla strada, l'altro all'angolo con una vita laterale. Sul posto l'intervento dei sanitari del 118 è stato immediato, ma per entrambi non c'è stato nulla da fare, ed ora i carabinieri sono al lavoro per ricostruire gli attimi concitati della sparatoria. E per fermare il terzo bandito, che secondo alcuni testimoni si sarebbe allontanato in auto. Posti di blocco sono già stati allestiti in tutta la provincia.

 

«Stavamo preparando i lavori del Consiglio comunale, quando abbiamo sentito gli spari in strada», racconta il sindaco Gianfranco Garau davanti al municipio, che si trova a due passi dalla gioielleria. «Mi sono spaventato e sono sceso a controllare - aggiunge il primo cittadino -. La situazione è ancora confusa. So solo che è stata presa di mira una famiglia onesta e per bene, ora sotto choc. Che pochi anni fa era già stata presa di mira, aggredendo violentemente il titolare, moglie e figlia. Una scena che purtroppo si è ripetuta, ma questa volta i banditi erano armati». La gioielleria di via Garibaldi era stata rapinata nel 2015. Era il 22 maggio quando due banditi, uno dei quali travestito da donna, si erano introdotti nel negozio, dove avevano legato il titolare, Mario Roggero, con delle fascette di plastica dopo averlo picchiato con violenza. Legate anche la moglie e la figlia, chiuse in bagno, prima di scappare con un ricco bottino di gioielli e di orologi di circa trecentomila euro. A dare l'allarme le due donne, dopo essere riuscite a liberarsi. Per guarire dalle ferite il gioielliere impiegò diverse settimane. 

 

Ultimo aggiornamento: 23:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA