Raid di banditi nella villa del petroliere Miotto: in cinque tenuti in ostaggio con le armi

Lunedì 15 Novembre 2021 di Valeria Lipparini - Fabio B. Mason
La villa sul Terraglio a Mogliano di Marocco del petroliere Giancarlo Miotto

Armi in pugno, hanno fatto irruzione in villa all'ora di cena. E hanno bloccato la famiglia, il petroliere Giancarlo Miotto, la moglie e la figlia, con due persone di servizio, sotto la minaccia delle pistole. «State fermi e non vi succederà niente» hanno intimato con forte accento straniero. I quattro componenti della banda, tutti stranieri, con il volto travisato da passamontagna, vestiti con giubbetti e jeans, due dei quali armati di pistola, sono entrati nella villa, in via Terraglio a Marocco di Mogliano alle 19.30 di ieri sera, mediante effrazione di una porta posteriore in legno. Una volta all'interno si sono mossi con estrema sicurezza. Hanno riunito le cinque persone presenti in un'unica stanza, intimando loro di sedersi sul divano e sulle sedie presenti. 

Poi, hanno chiesto all'imprenditore di accompagnarli nelle stanze dove erano custodite le casseforti. Se le sono fatte aprire e hanno arraffato tutto quanto c'era all'interno. Soldi, gioielli, ma anche alcuni capi di abbigliamento di marca, come borse che poi, nella fuga, hanno abbandonato nel parco della villa in quanto, probabilmente, troppo voluminosi e ingombranti. Il bottino è ingente. Si parla di diverse decine di migliaia di euro. Ma il conto deve ancora essere fatto con precisione.

I malviventi, che sarebbero entrati dal retro della villa scardinando una porta di legno, sono poi scappati a piedi attraverso il parco della villa e poco lontano c'erano i complici ad attenderli con l'auto, o le auto, per la fuga. Queste sono, almeno, le prime ipotesi investigative, Che, cioè, il colpo preparato nei minimi dettagli prevedesse anche più di un'auto per la fuga.

Sul posto, chiamati dai proprietari della villa, i carabinieri della compagnia di Treviso che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e hanno effettuato i primi sopralluoghi resi difficili, soprattutto all'esterno della dimora, visto il buio e la pioggia persistente. Agli occupanti della villa non è stato fatto del male. Ma tutti erano sotto choc. La banda sembrava muoversi in fretta e con sicurezza e la minaccia delle pistole ha creato una fortissima tensione. «Abbiamo ubbidito senza fiatare perchè eravamo terrorizzati» hanno detto. Hanno confermato ai carabinieri che si trattava di persone straniere, probabilmente dell'est, anche se hanno parlato pochissimo. «Ci hanno intimato di stare fermi e di collaborare assicurandoci che non ci sarebbe successo nulla. E così è stato» hanno riferito ai carabinieri, ancora sotto choc. 

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Non è la prima volta che un commando fa irruzione nella bella dimora di Miotto, noto imprenditore nel ramo dei petroli, la cui azienda è fallita e il 21 dicembre è fissato in tribunale l'esame dello stato passivo con i creditori. Un assalto venne compiuto nel 2015 quando un commando di tre uomini armati di cacciavite fece irruzione nella dimora ma il bottino fu di poco conto - qualche migliaia di euro - perchè in quel caso la moglie dell'imprenditore li mise in fuga attivando il teleallarme. All'epoca portarono via duemila euro e un orologio pregiato. Ieri notte, invece, non è andata così bene e il bottino è ingente. Da stamattina riprenderanno le indagini dei carabinieri della compagnia di Treviso, coordinati dal nucleo investigativo. 

Ultimo aggiornamento: 09:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA