Terremoto, «Rimasi ore sotto le macerie della scuola nella mia seconda vita studio geologia»

Sabato 27 Agosto 2016 di Francesca Nunberg
Aveva 10 anni come Giorgia e come lei ringrazia il cielo, gli uomini, il caso, che le hanno regalato «una seconda vita». Era il 31 ottobre del 2002 quando il terremoto di San Giuliano di Puglia fece crollare la scuola uccidendo 27 bambini e la maestra. Pia Antignani si salvò: dopo cinque ore venne estratta dalle macerie («Mi sono rimaste solo delle cicatrici sulla schiena, nulla in verità...») e crescendo decise che avrebbe dovuto «studiare e capire» quello che le era successo. Oggi Pia ha 23 anni e sta per laurearsi in Geologia all'università di Padova.

Il terremoto come un destino, nel male e nel bene?
«Sono sempre stata appassionata alle materie scientifiche, anche la tesina che ho fatto alle medie era sui terremoti. Ho preso Geologia per capire il fenomeno che avevo vissuto, ma sono interessata anche alla petrografia: lo studio delle rocce è come un libro per analizzare l'evoluzione del nostro territorio. Quando ho sentito le notizie in tv l'altro giorno ho subito capito perché il sisma era avvenuto proprio lì».

E perché?
«L'orogenesi dell'Appennino è la più studiata al mondo: i fenomeni che avvengono lungo la spina dorsale del nostro Paese non sono solo di scontro e compressione, ma anche di estensione, per questo è una zona così sismica».
Guarderà le immagini di questi giorni con occhi diversi dai nostri: cosa ricorda di quelle ore sotto le macerie?
«Ero piccola, la mia mente non era razionale, non capivo cosa mi stava succedendo. Però ricordo che non avevo paura, ero tranquilla, come in un sogno. Non avevo alcuna percezione di essere sotto le macerie, quando mi hanno tirata fuori il mio primo pensiero è stato per i vestiti ridotti a stracci».

Quindi l'ha aiutata il fatto di essere bambina?
«Credo di sì. Se sei piccolo resisti di più rispetto a chi capisce. Quando si è maturi si pensa troppo. E forse anche Giorgia, come me, per resistere tutte quelle ore sotto le macerie, e lei è stata salvata dopo 16 interminabili ore, deve essere riuscita a evadere con la mente. Quando è crollata la scuola, mia madre era lì fuori e vedeva tutto sprofondato, c'era un conca, impossibile che ci fosse qualcuno vivo lì sotto. Ma la lotta per la sopravvivenza, la resistenza umana può essere pazzesca».
 

Cosa ha capito studiando Geologia?
«Che al di là della conformazione del terreno, il problema è anche come vengono costruiti gli edifici. Nel mio caso è stato così: le cause civili hanno riconosciuto che il crollo non era imputabile al sisma ma all'inadempienza umana. Se avessero costruito secondo le norme...».

Già scelta la tesi?
«Forse la farò proprio sulla prevenzione antisismica, ma mi interessano anche cristallografia e mineralogia. Poi mi piace scrivere, vedrò».

Come pensa che stia adesso Giorgia, cosa le direbbe?
«Si sentirà smarrita, sotto choc, le sembrerà di vivere in un mondo irreale. E ha perso anche la sorellina. Ma col tempo comprenderà che cosa è successo e il dolore per quelle ore passate lì sotto le potrà dare un motivo per combattere e assaporare ogni attimo di questa seconda vita che le è stata donata. Le darà un senso».
 Ultimo aggiornamento: 28 Agosto, 09:05