Roma, pirata della strada travolge un pedone e fugge: 36enne morto davanti ai fratelli

Martedì 19 Ottobre 2021 di Marco De Risi
Roma, pirata della strada travolge un pedone su via Anagnina e fugge: morto un 36enne

Un’auto scura l’ha investito mentre stava attraversando, di notte, la via Anagnina. Il pedone è stato preso in pieno e sbalzato per più di dieci metri. Per lui non c’è stato nulla da fare. È morto davanti agli occhi dei due fratelli e degli amici che erano con lui. È caccia al “pirata” che dopo l’incidente mortale, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, si è subito dileguato. A perdere la vita è stato Angelo Michael Kafui, 36 anni, originario del Togo ma da trent’anni residente a Roma dove lavorava nel settore della ristorazione, come aiuto cuoco. 

Il ragazzo, insieme ai fratelli, si stava recando nel parcheggio davanti all’Ikea per trovare gli amici. Il giovane ha attraversato via Anagnina all’altezza del civico 80, precedendo i fratelli. È stata una questione di attimi, è arrivata, ad elevata velocità, un’auto che lo ha travolto e ucciso. Sembra che la macchina non abbia nemmeno frenato ma il pirata ha proseguito la sua corsa sparendo subito dalla visuale dei fratelli. Sono stati chiamati i soccorsi. Sul posto il personale del 118. Il medico di bordo ha provato a rianimare la persona investita ma non c’è stato nulla da fare. Il corpo rimasto a terra è stato coperto con un lenzuolo bianco. Ad indagare sono i vigili urbani che si sono occupati anche dei rilievi. La segnalazione dell’auto pirata è stata passata anche a polizia e carabinieri. La famiglia della vittima ha nominato come legali gli avvocati Marco Gamucci e Tiziano Lepone. Per ora non ci sarebbero sviluppi investigativi per arrivare al pirata, forse a bordo di una Smart. Quello che appare sicuro è che procedesse ad elevata velocità. Qualora dovesse essere individuato rischia l’arresto immediato con l’accusa di omicidio stradale e di omissione di soccorso. 

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Secondo alcune testimonianze, appunto, si sarebbe trattato di una Smart, o comunque di una vettura piccolina, una utilitaria. «Abbiamo visto Angelo venirci incontro - racconta un amico che si trovava davanti l’Ikea - poi abbiamo visto l’auto arrivare a tutta velocità, come un razzo, e travolgerlo in un istante. Il suo corpo è volato, sbalzato in avanti. Io ed altri amici siamo corsi in suo aiuto ma ci siamo resi conto che non c’era più nulla da fare ed abbiamo chiamato i soccorsi. Non si può morire così». 

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