Roma, elicottero cade nel Tevere: la vittima è un ricco imprenditore, con lui c'era anche una donna

Sabato 11 Luglio 2020 di Francesco Pacifico

Certezze poche, ma tra queste quella che difficilmente si ritroverà vivo chi era a bordo del velivolo. Un 78enne molto conosciuto nella zona, con la passione - fatale - per il volo, che era in quel momento con un'amica. Ieri, poco prima delle 17, è caduto un elicottero biposto (pare un Ultraleggero R22) nel Tevere, all'altezza dell'oasi di Farfa, a Nazzano Romano. Un uomo che stava facendo birdwatching con i figli vicino all'area naturalista ha raccontato: «A un certo punto ho visto un piccolo elicottero che toccava i fili dell'alta tensione con le pale ed è caduto nel fiume, inabissandosi dopo poco». A quanto hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Monterotondo l'ultraleggero volava ad altezza troppo bassa tanto da urtare con le pale la linea teleferica che alimenta i treni che passano nella zona, ha planato per una cinquantina di metri sul corso d'acqua prima di affondare in un punto che è profondo tra i 13 e i 15 metri. Da dove non è stato ancora possibile riportarlo a galla.

Elicottero cade nel Tevere vicino Roma. Si cercano le due persone a bordo
 

 

UN VOLO DI PIACERE
In un primo tempo si pensava che a cadere fosse stato un elicottero che per Terna controllava lo stato delle linee elettriche della zona. A complicare di più le ricerche, anche il fatto che l'uomo sarebbe partito da casa sua e non da uno dei tre eliporti della zona (Urbe, Fiumicino e Viterbo) stando a quanto hanno riferito i militari. Questo è quello che si sa sulla dinamica dell'incidente. Unito al fatto che il pilota era in volo sull'area intorno al fiume dalle 2 del pomeriggio. Qualcosa in più si conosce sulle generalità di una delle vittime. Dovrebbe essere - usiamo il condizionale perché il pilota non è stato né recuperato né identificato - un 78enne della zona, D. C., del quale si sono perse le tracce ieri intorno all'ora di pranzo. L'anziano - un ricco possidente che vive a Torrita Tiberina - era solito girare con il suo ultraleggero e spesso portava amici con sé. Quando si alzava in volo era abituato o partire da Roma o dal giardino della sua casa, come avrebbe fatto ieri. Senza neppure chiedere l'autorizzazione né all'Enav né al parco dell'Oasi di Farfa, come pure prevede la legge soprattutto quando si sorvola una zona protetta.
Sul posto, appena avuta la notizia dell'incidente, sono intervenuti i carabinieri del gruppo di Ostia, quelli della compagnia di Monterotondo e gli uomini dei vigili del fuoco del comando di Roma. A guidare le indagini il pm della Procura di Rieti, Tommaso Giovannetti. In totale una trentina di uomini, due squadre di sommozzatori, una decina di mezzi e un elicottero Vf Drago 58. Le ricerche non hanno prodotto i risultati sperati: soltanto nella seconda missione dei sommozzatori, carabinieri e vigili del fuoco hanno individuato con un ecoscandaglio Rov il luogo dove si è inabissato l'elicottero. Il radar termico è riuscito a individuare soltanto una persona all'interno dell'ultraleggero. Le operazioni di ripescaggio del mezzo inizieranno questa mattina e potrebbero durare anche giorni.
Sul greto del fiume dell'oasi di Farfa è venuta anche la figlia dell'uomo, accompagnata dal marito e dal figlio. Piangeva, barcollava ed è riuscita soltanto a dire: «Non abbiamo notizie di mio padre dalle 16». A consolarla gli uomini delle forze dell'ordine che le spiegavano: «Un elicottero ha soprattutto un punto di debolezza: se si vola troppo bassi, si rischia di tranciare i fili degli elettrodi».
 

 

Ultimo aggiornamento: 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA