Roma, corteo di ventimila manifestanti per dire no alla guerra in Ucraina

Roma, corteo per dire no alla guerra in Ucraina: «Siamo cinquantamila»
Roma, corteo per dire no alla guerra in Ucraina: «Siamo cinquantamila»
Sabato 5 Marzo 2022, 16:20 - Ultimo agg. 7 Ottobre, 19:19
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In ventimila per dire no alla guerra. È partito il corteo da Piazza della Repubblica a Roma, organizzato dalla Rete Pace e Disarmo, contro la guerra e l'invasione russa in Ucraina. "Cessate la guerra, Europe for peace", è il motto della mobilitazione di oggi. Alla testa del corteo una lunga bandiera con l'arcobaleno della pace, retta dai manifestanti, che arriverà in Piazza San Giovanni per dare il via alla manifestazione pacifista.

«Siamo più di 50 mila in piazza». Questo l'annuncio dal palco di piazza San Giovanni a Roma. Da quanto si apprende da fonti della polizia, sono circa 20 mila le persone che stanno partecipando alla manifestazione. Durante gli interventi sul palco si ascoltano cori contro la Nato. Un gruppo di manifestanti ha iniziato a urlare: «Basta. Fuori l'Italia dalla Nato».

«È venuto il momento di assumere un obiettivo, è il momento del coraggio, della responsabilità e dell'utopia: l'obiettivo non solo deve essere fermare la guerra, costruire un nuovo modello sociale di sviluppo, ma anche abrogare la guerra. Quindi di lanciare una campagna perché si assuma questo obiettivo». È la proposta lanciata dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco di piazza San Giovanni a Roma. «Vorrei salutare a nome di tutti, sicuro che sta qui con noi, che sta manifestando con noi, Gino Strada che ci ha insegnato cosa significa essere coerenti ed essere contro la guerra», ha detto Landini.

 

Alla manifestazione aderiscono numerose organizzazioni della società civile italiana tra cui Arci, Acli, Libera, Emergency, Legambiente, Cgil, Uil, Movimento Nonviolento, Un Ponte Per, Archivio Disarmo, Associazione ONG Italiane, Link 2007, Rete della Conoscenza, Anpi, Greenpeace e molte altre ancora. 

Non ha aderito il sindacato Cisl. «Non si può essere equidistanti né neutrali tra chi difende la propria terra e chi invece massacra uomini, donne e bambini, colpisce anche le centrali nucleari e mette a rischio tutta l'Europa. Per questo non saremo in piazza oggi a Roma. La Cisl è per la pace, una pace da costruire con atti concreti, aiuti ed azioni che sostengano i profughi e la popolazione ucraina». Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, chiudendo oggi a Roma il Congresso nazionale della Cisl Medici. «Siamo con i lavoratori, con gli studenti, con i pensionati, con le donne, con gli uomini che in queste ore lottano contro chi vorrebbe negare loro libertà, democrazia e diritti. Ma siamo anche con i coraggiosi uomini e donne della Russia che scendono in piazza a manifestare a Mosca, a San Pietroburgo per dire che un'altra Russia è possibile. Non ci riconosciamo nell'appello e nel documento che gli organizzatori hanno messo a base della manifestazione di oggi pomeriggio». Per Sbarra «non si può avere sempre in tasca un "ma" o un "se" o mettere sullo stesso banco Putin, la Nato, l'Europa, l'Italia. Serve il coraggio della responsabilità. Scelte di campo nette. Stiamo chiedendo alla comunità internazionale di impegnarsi, di fare presto per il cessate il fuoco, per il ritiro delle truppe di Mosca dai territori occupati e di fare di più insieme per sostenere con azioni di solidarietà concreta le popolazioni che sono allo stremo. Questa è la vera solidarietà praticata che dobbiamo manifestare in queste ore». «E per questo - conclude - abbiamo proposto a Cgil, Uil ed alla associazioni datoriali di unirsi a noi per aprire una sottoscrizione nei luoghi di lavoro e realizzare concretamente una grande operazione di solidarietà e di sostegno al popolo ucraino».

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