Roma, sgombero delle ville dei Casamonica: andranno ai carabinieri. Gualtieri: «Così si riafferma la legalità»

Venerdì 22 Ottobre 2021
Roma, sgombero delle villette dei Casamonica: andranno ai carabinieri

È in corso lo sgombero, eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Roma, di una serie di terreni e villette riconducibili ai Casamonica, che erano già stati confiscati. Il decreto di confisca del complesso residenziale di circa 3mila metri quadrati, in via Caldopiano, a Roma, nella zona di Centroni (Municipio VII), era a carico di Gelsomina Di Silvio, ex moglie di Ferruccio Casamonica. Si tratta in tutto di due villette unifamiliari e 1 villetta bifamiliare. L'immobile sarà oggi stesso consegnato all'Arma dei Carabinieri che lo utilizzerà per alloggi di servizio dei militari che prestano servizio nella Capitale.

Il complesso residenziale di via Caldopiano e diverse Ferrari erano stati oggetto sia di richiesta di misure di prevenzione nel 2003 sia di sequestro e successiva confisca nell’ambito di un procedimento penale della Procura di Roma, per i reati di usura e altri previsti dal Testo Unico delle Leggi Bancarie. La confisca è stata disposta con una sentenza della Corte di Appello di Roma del 2015 a carico di Gelsomina Di Silvio, detenuta da tre anni per un cumulo pene di 5 anni e 11 mesi di reclusione per simulazione di reato, circonvenzione di incapace, usura e furto.

Il soffitto affrescato di una delle ville

La donna, durante la detenzione, era stata destinataria di un'altra ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 9 aprile 2019 dal Tribunale di Roma, nell’ambito dell’indagine “Gramigna” dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati per i quali è stata condannata a 11 anni. 

E questa è una delle prime notizie che Roberto Gualtieri commenta da neosindaco di Roma. «La liberazione degli immobili di via Caldopiano appartenenti alla famiglia Casamonica e la loro assegnazione ai Carabinieri sono due notizie importantissime per il VII Municipio e per tutta Roma. Ringrazio le forze dell'ordine e rivolgo un plauso per questo intervento che contribuisce a ripristinare la presenza dello Stato in un territorio infiltrato dalla criminalità e a riaffermare la legalità», scrive su Facebook Gualtieri.

Sul posto è presente personale dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e dell’Agenzia del Demanio. I beni confiscati sono stati subito acquisiti al patrimonio dello Stato per essere destinati a soddisfare le esigenze del Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri che li adibirà ad alloggi. «In tal modo consentendo di garantire fin da subito la custodia e la sicurezza del compendio», si legge in una nota congiunta dell'Agenzia e la Prefettura di Roma. 

 

La novità, dunque, è che quelle villette non saranno lasciate vuote, disabitate e quindi preda di possibili usi illegali. La novità è che il luogo si trasforma  e diventa presidio di legalità. «L’assegnazione all’Arma dei Carabinieri assume un alto valore, non solo simbolico, poiché garantisce l’utilizzo del bene per finalità istituzionali e al contempo, nell’elevare lo stesso a presidio di legalità sul territorio, riafferma con forza la presenza dello Stato nei luoghi sottratti alla criminalità organizzata», si legge nella stessa nota.

«Questa operazione testimonia ancora una volta l’importanza della sinergia tra le Amministrazioni che è in grado di garantire la conservazione dei beni confiscati ed il loro immediato utilizzo, realizzando incisive azioni nelle periferie a tutela della legalità», dichiarano il Direttore dell’Agenzia Prefetto Bruno Corda ed il Prefetto di Roma Matteo Piantedosi.

L'operazione di sgombero coinvolge circa 50 carabinieri e agenti della Polizia Locale di Roma Capitale che hanno anche attivato i servizi sociali per alcuni degli occupanti che abitavano lì senza alcun titolo. Lo sgombero è stato pianificato nel corso di un apposito comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

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Ultimo aggiornamento: 16:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA