Delitto Rosboch, Defilippi: «Mi vergogno di quello che ho fatto, chiedo scusa». La madre dell'insegnante: «Meglio che si spari»

Delitto Rosboch, Defilippi: «Mi vergogno di quello che ho fatto, chiedo scusa». La madre dell'insegnante: «Meglio che si spari»
Venerdì 10 Febbraio 2017, 17:58 - Ultimo agg. 12 Febbraio, 00:11
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«Mi vergogno di quello che ho fatto e chiedo scusa». Sono le parole pronunciate in aula durante l'udienza preliminare da Gabriele Defilippi, lo studente ritenuto responsabile, insieme a Roberto Obert, della morte di Gloria Rosboch, l'insegnante di Castellamonte, ritrovata cadavere alcune settimane dopo la scomparsa in una discarica nei boschi del Canavese. Il legale del giovane, Stefano Piazzese, ha annunciato che per il suo assistito chiederà il rito abbreviato subordinato a perizia psichiatrica. A questo proposito è stata prodotta documentazione da cui emergerebbe per i difensori «un anamnestico significativo».
 
 


«Come è difficile accettare la morte di un figlio, così è difficile accettare che un proprio figlio uccida un'altra persona». È un passaggio della lettera di scuse di Caterina Abbatista, madre di Gabriele Defilippi. I due sono comparsi oggi in tribunale a Ivrea davanti al giudice per l'udienza preliminare Alessandro Scialabba. La donna è accusata di concorso nell'omicidio di cui il figlio è reo confesso con l'amante Roberto Obert.



«Ancora oggi, malgrado la confessione di Gabriele, faccio fatica - ha detto la donna in aula - ad arrendermi all'idea che possa aver commesso l'omicidio di Gloria». «L'unica colpa che oggi sento di rimproverarmi è quella di non aver compreso fino in fondo mio figlio Gabriele e non averlo fermato in tempo», ha aggiunto in aula la donna, che ha espresso alla famiglia Rosboch «tutto il mio dolore e la mia solidarietà per quanto accaduto alla loro figlia». «Oggi il mio dolore è ancora più intenso - ha sostenuto -: sono ingiustamente imputata dell'omicidio commesso da mio figlio. Sono descritta come l'istigatrice dell'omicidio commesso da mio figlio. Sono innocente - ha concluso - confido nel fatto che il processo dimostrerà la mia innocenza».


«Ma cosa vuole chiedere scusa? Prima ammazza e poi si scusa? Varebbe meglio a uccidersi...»: non si dà pace Marisa Mores, l'anziana madre di Gloria Rosboch che questa mattina ha assistito, in tribunale ad Ivrea, alla prima udienza preliminare del processo per l'omicidio della figlia. «Si chiede scusa se uno dice qualcosa di male, non se si ammazza», aggiunge la donna fuori dall'aula. «Sarebbe meglio a spararsi un colpo in testa», dice in dialetto piemontese, mimando il gesto della pistola alla tempia.
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